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Don Vincenzo Lopano

Don Vincenzo Lopano

"Un referendum per abolire la giornata della memoria", bufera sulle parole del parroco

Il caso ad Altamura: un pensiero affidato ad un post su Facebook innesca le polemiche. Ma il sacerdote chiarisce: "Non basta ricordare se non si impara. Ho visto alunni giocare al cellulare durante testimonianze sulla Shoa"

"Propongo un referendum per abolire la giornata della memoria". E le parole del parroco, affidate ad un post su Facebook, scatenano critiche e polemiche. Succede ad Altamura. A finire al centro della bufera, don Vincenzo Lopano, parroco della chiesa di Sant'Agostino e docente del liceo Cagnazzi.

La frase del sacerdote ha ben presto attirato i commenti di numerosi utenti, divisi tra chi ha condannato quelle parole, giudicandole offensive e inopportune, e chi invece è intervenuto in difesa del parroco, interpretando la sua frase come un provocatorio invito alla riflessione.

Della vicenda è stata anche informata la Cei, e sull'episodio è intervenuta, con una nota postata su Fb, la diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva. "Mons. Giovanni Ricchiuti - si legge nel messaggio - ha appreso con sconcerto le parole del Rev.mo Sac. Don Vincenzo Lopano a proposito della Shoah, in occasione della Giornata della Memoria, affidate, arbitrariamente e ingenuamente, ad un post su Facebook. Mentre ha invitato il sacerdote a precisare il suo pensiero, lontano da sentimenti antisemiti o negazionisti, rivolge a tutti l'invito a riconfermare il rispetto e la preghiera per i 6 milioni di ebrei sterminati nei campi di concentramento e, infine, di distinguere questa memoria dalle questioni israelo-palestinese di oggi".

Lo stesso sacerdote, con un secondo messaggio sulla sua pagina Facebook, ha voluto esplicitare e spiegare il senso della frase finita al centro delle polemiche. "A chi mi accusa di essere fascista vorrei dire che ho letto e amato Hillesum, Stein , Weil, Bonhoeffer, Frankl e tanti altri". "Non basta ricordare se non si impara! - ha spiegato ancora il sacerdote - Se non si impara che Hitler sta nel cuore di ciascuno di noi, che Hitler ce lo portiamo nel cuore quando il fratello, chiunque sia, non è rispettato nella sua dignità e nella sua possibilità di vita! Hitler è ogni politica che uccide l'uomo, Hitler è ogni politica che toglie all'uomo la speranza!". "Non bastano le fiaccolate, i minuti di silenzio, gli applausi. Le letture dei testi, le visioni dei film! Perché in tutte quelle cose noi combattiamo un nemico esterno, invece il vero nemico ci abita dentro, nella nostra coscienza, in quella sete di potere, fama e possesso che rende l'altro solo un gradino sul quale salire e dal quale affermare il nostro io! Ho visto alunni dormire durante la visione dei film sulla Shoa, ho visto alunni giocare al cellulare durante testimonianze sulla shoa, li potevo rimproverare, e l'ho fatto, ma rimprovero me e il mondo degli adulti che spesso addita un solo nemico per non affrontare il vero nemico della pace, ciò che ci abita dentro!".

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