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Referendum 'anti trivelle', sì della Corte di Cassazione

Riconosciuta la "conformità alla legge" dei quesiti presentati da dieci Regioni, tra cui la Puglia, per bloccare le procedure per l'estrazione di idrocarburi in mare. Soddisfatto Emilianoe: "Negozieremo col governo condizioni nelle quali le comunità abbiano diritto di parola"

La Corte di Cassazione dice 'sì' ai referendum 'anti trivelle' promossi da dieci Regioni, riconoscendo come "conformi a legge" i sei quesiti referendari volti a bloccare le procedure per l'estrazione di idrocarburi in mare, con l'abrogazione di alcune parti dell'articolo 38 dello "Sblocca Italia" (e di alcune norme collegate) e dell'articolo 35 del "Decreto Sviluppo". 

Il referendum è sostenuto da Basilicata (il cui Consiglio regionale è stato il primo a dire 'sì', lo scorso 19 settembre), Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise. Attestata la correttezza formale dei sei quesiti, ora la parola passa alla Corte Costituzionalità per un giudizio di ammissibilità. 

Soddisfatto il presidente della Regione, Michele Emiliano, che ha commentato la notizia postando un video sul suo profilo Fb. "Stasera a Lecce ho ricevuto una bellissima notizia - commenta Emiliano - La Corte di cassazione ha giudicato legittima la richiesta di referendum avanzata dalle regioni italiane contro le autorizzazioni alle trivellazioni in mare. È un momento nel quale la Costituzione della Repubblica si incarna e dà alle nostre comunità la possibilità di decidere sulle ricerche di idrocarburi, che possono essere sì un'opportunità, ma anche una minaccia che rischia di rovinare il nostro mare, che è la principale risorsa e attrattiva turistica delle regioni del sud. Noi siamo per ridurre queste ricerche di idrocarburi, per azzerarle se è possibile. Voteremo per questo referendum e cercheremo di negoziare con il governo dopo questa consultazione, condizioni per le quali le comunità abbiano sempre diritto di parola in casi del genere. Si tratta in fondo di lasciare la possibilità a noi tutti di decidere come destinare i doni che la natura ci ha dato".
 

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