Cronaca

Discarica Martucci, nessuna chiusura ma la Regione dice sì al tavolo tecnico

Approvato dall'assemblea di via Capruzzi un ordine del giorno che istituisce un Comitato per valutare in sei mesi la situazione e accertare eventuali irregolarità nello smaltimento dei rifiuti. Vendola: "Non vogliamo esporre la Puglia a contenziosi". Il 25 mobilitazione cittadina a Mola

Nessuna sospensione delle attività nella discarica di Contrada Martucci, bensì l'istituzione a breve di un Comitato nel quale le parti potranno confrontarsi e programmare il futuro dell'area. E' il risultato raggiunto dai manifestanti provenienti da Mola, Conversano e Polignano, che ieri in via Capruzzi hanno fatto sentire la loro voce mentre all'interno del Consiglio regionale si discuteva del Piano per i rifiuti.

Un compromesso dopo il no dell'assemblea alla proposta dei comitati di stralciare il sito dalla lista degli impianti presenti nel piano: "Una eventuale chiusura - ha affermato l'assessore pugliese all'Ambiente, Lorenzo Nicastro - comporterebbe un contenzioso con altissimi danni erariali", concetto rilanciato dal governatore Vendola: "Non vogliamo esporre la Puglia a contenziosi e vogliamo puntare sulla differenziata".

Vendola in precedenza aveva incontrato gli attivisti, i rappresentanti del Comitato 'Chiudiamo la discarica'  e di Legambiente per discutere delle strategie future riguardanti il sito di Contrada Martucci, sul quale pende un' indagine sul trattamento dei rifiuti che ha portato al sequestro di tre pozzi a valle, di due vasche di servizio e di un 3° lotto, ovvero di una discarica controllata nel quale ci sarebbe la presenza di percolato, tossico per la salute. Attualmente resta solo aperto l'impianto per la produzione di Cdr: "Volevamo la sospensione di Contrada Martucci da Piano regionale - ha dichiarato il Vittorio Farella, presidente del Comitato 'Chiudiamo la discarica' - facendo presente l'esistenza del provvedimento della magistratura, ma alla fine si è optato per l'approvazione di un ordine del giorno che instaura un tavolo tecnico della durata massima di sei mesi  che si occuperà di perlustrare e analizzare l'area, di caratterizzare i suoli monitorando anche la falda e indicare soluzioni".

Un compromesso dunque, spinto dalla necessità della Regione di non arrivare a conclusioni finali prima di sentenze definitive della Magistratura, per non aprire contenziosi con i gestori dell'impianto, il cui contratto sarebbe stato stipulato nel 2011. Gli attivisti, in ogni caso, hanno annunciato un'ulteriore manifestazione per il 25 ottobre a Mola di Bari: comitati, cittadini e studenti sfileranno per le vie della città chiedendo la chiusura senza se e senza ma della discarica. 

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