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San Luigi Guanella, in arrivo a Bari l’urna reliquiaria

Giovedì, alle 17, giungerà presso la casa di riposo di via Giulio Petroni, il corpo del santo che ha speso una vita per assistere poveri ed esclusi

Grande attesa per l’arrivo a Bari dell’urna con il corpo di san Luigi Guanella, il sacerdote che ha dedicato una vita all’assistenza di poveri e anziani. Le reliquie arriveranno nella casa di riposo di via Giulio Petroni, accolte dal cardinale Francesco Monterisi che celebrerà la santa messa con la partecipazione di tutto il personale che lavora all’assistenza di decine di anziani. Alla celebrazione eucaristica sarà presente il vicario generale della Congregazione dei servi della Carità, don Umberto Brugnoni. Le urne rimarranno nella casa di via Giulio Petroni fino all’8 maggio. Previsto l’arrivo di moltissimi devoti del sacerdote, canonizzato il 23 ottobre 2011 a 47 anni dalla sua beatificazione.

La carità e l’aiuto ai poveri hanno rappresentato la stella polare nel cammino pastorale di don Guanella, nato 19 dicembre 1842 in una frazione di un piccolo paese di una vallata alpina,  Fraciscio di Campodolcino, sul versante valchiavennasco della Val San Giacomo, in provincia di Sondrio. Cresciuto in una famiglia che contava altri undici tra fratelli e sorelle e con l’esempio di suo padre, Lorenzo, per ben ventiquattro anni impegnato come sindaco del paese e che ha forgiato la sua educazione verso i temi sociali.

Dopo l’esperienza poco fruttuosa di aprire una scuola per ragazzi in provincia di Sondrio, nel 1881 assume la direzione di un piccolo ospizio di orfanelle e anziane gestito da alcune religiose del paese. Da qui la sua vocazione missionaria  iniziò a crescere tanto che a distanza di pochi anni, a Como, venne aperta la Casa Divina della Provvidenza con l’obiettivo di dare dignità ai quei tanti anziani che non avevano un tetto dove poter trascorrere l’ultimo periodo della loro vita.

In seguito Don Guanella  riuscirà a radunare attorno a sé un gruppo di suore (le ‘Figlie di Santa Maria della Provvidenza’), di sacerdoti (i ‘Servi della Carità’) e di laici, chiamandoli a condividere il suo instancabile slancio missionario verso la carità. Ciò permise lo sviluppo del modello della Casa in altre località italiane (e non solo). Nell’ottobre del 1915 don Guanella morì, lasciando ancora oggi un segno fecondo della sua testimonianza, sancito con la santificazione voluta da Papa Benedetto XVI.

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