Maltrattamenti nella comunità per minori, parla la direttrice: "Dichiarazioni infamanti di un'ex operatrice risentita"

Attraverso una nota del suo avvocato, Chiara Castelletti spiega di non aver ancora ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini e che sarà lei stessa a chiarire la sua posizione al pm. E spiega il perché delle accuse di appropriazione indebita di beni alimentari e truffe ai comuni

"La mia assistita non può che respingere le infamanti accuse formulate sulla base di accertamenti evidentemente incompleti e superficiali e sulle dichiarazioni di una ex operatrice che aveva gravi motivi di risentimento nei confronti della direttrice della comunità". È la replica, affidata a una nota del suo avvocato difensore, di Chiara Castelletti, direttrice della comunità per minori nel Barese, finita ieri al centro delle cronache per presunti maltrattamenti nei confronti di alcuni degli ospiti della struttura, per cui la Procura avrebbe avviato un'indagine.

L'avvocato nega però che la donna abbia ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini - "che preciso non ha valore di rinvio o citazione a giudizio ma solo di strumento di garanzia per l’indagato per potersi difendere" spiega - e assicura che una volta ricevuto sarà lei stessa a chiedere di essere ascoltata dal pm per fornire la sua testimonianza. "Tutti gli operatori dei servizi sociali e scolastici che quotidianamente hanno avuto contatto con i minori ospiti e con la Comunità stessa in tanti anni - aggiunge - non hanno mai rilevato o appreso di maltrattamenti o di comportamenti irrispettosi dei metodi educativi nei confronti degli ospitii. E lo stesso dicasi per gli ufficiali di polizia giudiziaria della Procura per i minori che semestralmente hanno effettuato le verifiche previste dalla legge senza mai cogliere alcuna irregolarità".

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La Mastronardi fornisce la sua posizione anche sulle presunte accuse di appropriazione indebita di beni alimentari e truffe ai comuni: "La mia assistita precisa che trattasi di evidenti sviste in ordine alle modalità di acquisizione e consegna di beni alimentari a famiglie indigenti e persone bisognose occasionali ed alla erogazione di contributi dai comuni, effettuati sulla base della relativa permanenza dei minori".

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