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Dai pasti per i senzatetto al sostegno per anziani e famiglie bisognose: i numeri del Welfare per il 'Piano per l'emergenza freddo'

L'assessorato ha diramato un report sugli interventi effettuati da dicembre 2020 a inizio marzo. Presente anche il soccorso in strada grazie alla Croce rossa e all'Unità di strada comunali

Sostegno ai senzatetto e agli anziani soli, senza dimenticare le famiglie in difficoltà con figli. La pandemia ha richiesto una vicinanza ancora maggiore alle persone fragili da parte del Comune di Bari, come dimostrano i report dell’assessorato comunale al Welfare, che in una nota ha indicato gli interventi effettuati da dicembre 2020 fino all'inizio di marzo di quest'anno nell'ambito del Piano operativo a contrasto dell’emergenza freddo e a tutela degli anziani e delle persone più fragili.

I numeri del sostegno

Si parte dal Centro diurno comunale Area 51, rivolto a persone senza dimora e adulti in grave difficoltà, che nel periodo esaminato ha erogato complessivamente 23.119 prestazioni, tra cui: 14.854 pasti (box lunch) tra pranzo e cena, nel rispetto degli attuali protocolli anti-covid, 2.307 accessi per docce e servizi igienici, 3.204 accessi allo sportello del Segretariato sociale, 741 servizi tra distribuzione indumenti e deposito bagagli, 1.144 ricariche per dispositivi digitali cui si aggiungono 869 servizi di altre tipologie. Il Centro di accoglienza notturna Andromeda, la struttura ha accolto complessivamente 97 persone, di cui 74 uomini (19 italiani e 55 migranti), 22 donne (10 italiane e 12 migranti) e una persona transgender.

Il P.I.S. - Pronto intervento sociale, attivo h24, ha registrato 837 segnalazioni e 411 richieste di accoglienza e ha effettuato 24 inserimenti nei centri di accoglienza comunali e nelle case di comunità, 25 nel centro Don Vito Diana, 4 nella struttura Chill house e 72 inserimenti in emergenza. Gran parte delle richieste di sostegno sono pervenute per e da persone senza dimora (561 numero richieste), mentre 368 hanno riguardato migranti, 111 anziani, 60 minori, 103 persone con patologie psichiatriche, 87 situazioni di sfratto/occupazione abusiva, 36 persone con dipendenze, 14 persone con disabilità/non autonome, 14 episodi di maltrattamento e 10 di degrado abitativo. Le segnalazioni sono state accolte e si è avviato un progetto di accoglienza o segnalazione ai servizi sanitari del territorio nel caso di persone senza dimora che non hanno accettato accoglienza nelle strutture a causa di dipendenze da alcool o per disagio psichico.

Per tutto il periodo le Unità di strada comunali hanno provveduto alla consegna di 489 kit contro il freddo (mascherine, gel, indumenti per l’inverno, sacchi a pelo, prodotti igienici) distribuiti in aggiunta rispetto a servizi base di distribuzione di beni presso le strutture di prossimità comunali. Quanto al Segretariato sociale, che è un servizio articolato negli sportelli presenti nei cinque Municipi oltre che presso la ripartizione Servizi alla persona e che si avvale inoltre dello sportello sperimentale itinerante “On The Road”, nel periodo compreso tra novembre e febbraio ha registrato un numero totale di accessi pari a 7.649, di cui 1.000 per presentazione di istanze, gran parte delle quali per contributi economici mirati (ex art. 102), e 6.649 per richieste di informazioni relative all’area del disagio economico. Nello specifico, per ciò che concerne la povertà estrema e i servizi a bassa soglia sono state raccolte 87 istanze per i centri di accoglienza notturna, 81 per Case di comunità per singoli, 2 per Case di comunità per anziani, 9 per Case di comunità per vulnerabili, mentre 350 richieste hanno riguardato i servizi per la marginalità estrema e a bassa soglia (accoglienza, servizi sociali e orientamento).

Particolarmente importanti, in questi mesi, sono stati gli alberghi Covid, gestiti dalla Protezione civile e dall’Asl in rete con l’assessorato al Welfare, come pure l’avvio di tre nuove Case di comunità per vulnerabili in Bari e Provincia che nelle ultime settimane hanno ampliato i posti in accoglienza di persone in emergenza abitativa e con disagio socio-sanitario.

Sostegno in strada per i senza fissa dimora

L’Unità di strada della Croce Rossa Italiana, grazie all’impegno di 152 volontari, ha rilevato complessivamente 783 contatti - con una media di 26 persone senza dimora o in stato di forte disagio ogni notte - distribuendo circa 900 kg di viveri confezionati e bevande, 50 coperte e 38 sacchi a pelo. Per quanto riguarda l’assistenza alle persone senza dimora, il camper dell’associazione In.con.tra. ha seguito in media 800 persone al mese (considerate le cinque uscite settimanali del camper dell’associazione, durante le quali vengono intercettati dai 40 ai 60 soggetti senza dimora) con la distribuzione di oltre 2.000 mascherine chirurgiche fornite dall’assessorato al Welfare, 1.100 coperte e 68 sacchi a pelo, oltre a biancheria intima e prodotti per l’igiene personale, compresi 8 litri di gel disinfettante. Quanto al sostegno alimentare, tra dicembre e febbraio sono stati distribuiti 790 litri di latte assieme a pane, salumi, pesce, carne e prodotti per la prima colazione.

Nello stesso periodo i volontari hanno assistito i residenti dei campi rom di Japigia, Santa Candida e Bitonto e alcune famiglie delle comunità eritree ed ivoriane, oltre a circa 200 famiglie italiane. Le 12 mense parrocchiali della rete della Caritas Diocesana hanno distribuito complessivamente 18.515 pasti tra pranzo e cena attraverso box lunch.

Il Centro polifunzionale per l’infanzia La Casa delle Bambine e dei Bambini ha raggiunto attraverso i volontari del SerBari 120 famiglie fragili, segnalate dalla Asl e dai Municipi, con componenti postivi e in situazioni di disagio socio-economico per la distribuzione di kit alimentari per adulti e bambini, e altre 30 per la distribuzione di kit alimentari destinati alla prima infanzia. Inoltre l’assessorato al Welfare, nell’ambito dei progetti rivolti a contrastare la solitudine degli anziani e delle persone fragili - “Vengo anch’io” e “Non più soli” -, ha preso in carico 86 nuovi utenti individuati dai Servizi sociali con attività di supporto domiciliare, kit alimentari e farmaceutici e con l’avvio di percorsi di autonomia e inclusione sociale. Infine, il Centro sociale polivalente per anziani, gestito dalla cooperativa sociale GEA, ha effettuato 1.804 telefonate nell’ambito del progetto Sorveglianza attiva finalizzato ad offrire un sostegno qualificato alle persone anziane e vulnerabili individuate dai servizi sociali.

"Nonostante le fortissime pressioni sull’assessorato al Welfare dovute all’emergenze legate alla pandemia, che si sono aggiunte alle richieste straordinarie pervenute da tutta l’area metropolitana nei mesi più freddi - dichiara l’assessora al Welfare Francesca Bottalico - anche quest’anno gli interventi e i servizi predisposti dall’assessorato in collaborazione con oltre 60 realtà della rete cittadina si sono dimostrati efficaci. Un lavoro impegnativo che ha visto equipe di educatori, mediatori culturali, psicologi e assistenti sociali, cui in taluni casi si sono aggiunti anche gruppi di protezione civile, lavorare senza sosta sia in presenza e a domicilio sia potenziando forme di consulenza e sostegno online rivolte ad anziani soli postivi. Le strutture di accoglienza e i servizi di prossimità - come le mense, gli operatori di strada, il Pronto intervento sociale - sono stati organizzati in maniera da non interrompere mai il servizio e permettere una risposta ai bisogni emergenti con servizi aggiuntivi che, ad esempio nelle giornate più fredde, ci hanno permesso di accogliere anche persone di passaggio dalla città. In questo contesto si sono rivelati fondamentali il monitoraggio socio-sanitario e l’azione di prevenzione svolta anche con la somministrazione gratuita di tamponi alle persone senza dimora e in grave marginalità". E dal Comune assicurano che il sostegno alle categorie in difficoltà non si ferma qui: "Nonostante la conclusione del Piano per l’emergenza freddo, continueremo a portare avanti la macchina del Welfare con la stessa passione e impegno, con l’auspicio che il piano di vaccinazione si estenda il prima possibile a tutti i soggetti fragili e vulnerabili e ai servizi sociali, assistenziali ed educativi che li assistono". 

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