Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

I tentacoli dell'ecomafia invadono Bari: la provincia è terza nella classifica nazionale dei reati ambientali

L'ultimo report di Legambiente registra 878 illeciti compiuti, in un anno, nella zona del capoluogo. Nella graduatoria regionale, anche la Puglia occupa la terza piazza con 3643 crimini negli ultimi 12 mesi

La provincia di Bari è al terzo posto nazionale della classifica degli illeciti ambientali. Il dato è certificato nell'ultimo report 'Ecomafia 2024' stilato da Legambiente. Nella zona del capoluogo pugliese, preceduta nella lista solo da Napoli e Avellino, negli ultimi 12 mesi si sono registrati 878 reati: il 2% del totale nazionale.

L'analisi non è lusinghiera neanche su scala regionale: anche la Puglia, infatti, si piazza sul terzo gradino della graduatoria con 3643 illeciti penali nell'ultimo anno, dopo la Campania (4952 reati) e la Sicilia (3922 reati).

Il fenomeno criminale sembra espandersi in tutta Italia è acquista i connotati di emergenza nazionale:  sono 35.487 gli illeciti accertati nella Penisola (+15% rispetto al 2022), alla media di 97,2 reati al giorno, quattro ogni ora. Aumenta, in maniera ancora più rilevante, il numero delle persone denunciate (34.481, pari al +30,6%), così come quello degli arresti (319, +43% rispetto al 2022) e quello dei sequestri (7.152, +19%).  Continua a salire la pressione del ciclo illegale del cemento (13.008 reati, +6,5%), ma a preoccupare è soprattutto l’impennata degli illeciti penali nel ciclo dei rifiuti, che sono stati 9.309, con un incremento del 66,1%.

In Puglia, dunque, si registra il 10,3% dei reati ambientali compiuti in Italia. La regione sale sul terzo gradino del podio anche per il numero di persone denunciate: 3.404 nel 2023 contro 2560 dell'anno precedente. La Puglia è  quinta per numero di arresti (38 nell'anno intero rispetto ai 27 del 2022) e seconda per sequestri compiuti, ossia 1074. Reati in aumento, basti pensare che nel 2022 in tutta la Regione erano stati accertati 3054 reati. 

Legambiente ha formulato delle proposte alle istituzioni per contrastare in maniera efficace le ecomafie e i reati connessi: l'associazione indica la possibilità di recepire la nuova direttiva europea sui crimini ambientali, approvare il decreto legge contro le agromafie e inserire nel codice penale reati contro gli animali. Un ulteriore suggerimento è rivolto per sostenere la lotta contro gestione illecita del rifiuti: in questo caso Legambiente chiede un inasprimento delle sanzioni per questa tipologia di reati.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I tentacoli dell'ecomafia invadono Bari: la provincia è terza nella classifica nazionale dei reati ambientali
BariToday è in caricamento