Cronaca

Resta senza lavoro, gli tolgono i figli e poi la casa

La storia di Carlo, 34enne disoccupato barese. Dopo essere stato separato dai suoi tre figli, affidati dai servizi sociali ad un istituto, ora rischia di rimanere anche senza casa a causa dello sfratto per morosità. La denuncia della Confail Inquilini: "Nessun aiuto dalle istituzioni"

Troppo povero per poter mantenere i suoi figli, la sua casa troppo piccola e inadeguata per far crescere i bambini. Così gli assistenti sociali hanno deciso di affidare i ragazzini ad un istituto. E' la storia di Carlo, 34enne disoccupato barese, e di sua moglie Domenica. Una storia come purtroppo ce ne sono tante, sempre di più, in tempi di crisi come questi. A raccontarla, denunciando la situazione d estrema difficoltà in cui si trova la famiglia, è il segretario nazionale della Confail inquilini, Michele Ladisa.

Fino a due anni fa, Carlo, sua moglie e i loro tre bambini vivevano in un appartamento di appena 30 metri quadri, con un piccolo bagno sul terrazzo, in corso della Carboneria, al quartiere Libertà. Poi la decisione dei servizi sociali, e la depressione di Domenica, distrutta dal dolore della separazione dai figli. Ma ora Carlo e Domenica rischiano di perdere anche la casa: da oltre un anno, infatti, non riescono più a pagare l'affitto, e la coppia si è vista già recapitare l'avviso di sfratto per morosità.

Da 13 anni Carlo e sua moglie partecipano ai bandi per l'assegnazione dell'alloggio popolare, ma non sono mai riusciti ad ottenerlo. Lui, ex magazziniere, dopo aver perso il lavoro, staziona ogni giorno dinanzi ai luoghi dove si raccolgono i piccoli trasportatori in attesa che qualcuno di loro lo impegni in qualche modo, anche solo per pochi spiccioli. "In questo quadro di gravissima difficoltà esistenziale, oggi i coniugi sono uniti tra loro chiusi nello sconforto più grande: i loro tre piccoli figlioli, consegnati in un primo momento ad un istituto ecclesiastico, - racconta Ladisa - sono ora stati separati e due di loro sono stati affidati in via provvisoria ad una famiglia. La mamma Domenica, colpita inizialmente da un forte esaurimento nervoso è finita nel baratro dello stato depressivo e vive guardando le fotografie dei figli appese alle pareti di casa".

"Nessuna vera attenzione - racconta Ladisa - c'é stata da parte delle istituzioni, gli unici atti che si registrano in questa vicenda sono solo i provvedimenti gravissimi decisi da assistenti sociali e dal Tribunale che hanno di fatto separato la famiglia, senza soldi sì ma unita da un grande amore. Ma trovare un barlume di lavoro per Carlo, che avrebbe potuto invertire le sorti di un'intera famiglia e dei più piccoli, neanche a parlarne".

"Il Comune può e deve fare la sua parte immediatamente - continua il segretario nazionale di Confail inquilini - assegnando un alloggio che di diritto spetta a questa famiglia come dimostra tutta la documentazione in possesso dagli uffici ERP". "All'amministrazione comunale e ogni altro Ente, unitamente anche ai privati, lanciamo un appello affinchè - conclude Ladisa - si dia una possibilità lavorativa concreta a Carlo (è un magazziniere oppure un consegnatario di commercio e può fare anche altro) affinchè possa essere in grado di ricostituire la propria famiglia, riabbracciare insieme alla disperata moglie Domenica i propri figli".

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