Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Restauro Piccinni, Borri contro Lacarra: “Buttati soldi pubblici”

Il noto urbanista durante un sopralluogo avanza critiche sui lavori in corso. L'assessore ai Lavori Pubblici: "Perché non farle prima?".

Nato per essere un semplice sopralluogo, si è trasformato in un vespaio di polemiche. A lanciare pesanti critiche al progetto di restauro del teatro “Niccolò Piccinni” (costato all’incirca 15 milioni di euro)  è l’urbanista Dino Borri, docente al Politecnico di Bari oltre che presidente regionale del Fai. Entrato nel primo teatro della città di Bari, Borri non ha apprezzato la scelta dell'azienda che sta curando il restyling, la qualee ha rimosso il pavimento ed eliminato i rivestimenti interni al foyer

Presente sul posto anche l’assessore ai Lavori Pubblici Marco Lacarra. Secondo quanto dichiarato dall’urbanista ai cronisti presenti sul posto, il teatro è oggetto di un intervento di restauro improntato più alla sicurezza che alla valorizzazione degli elementi storici – architettonici: “Sono stati buttati soldi pubblici per un’operazione inutile che avrà esiti dannosi”, ha affermato secondo quanto riportato da alcuni giornali locali. 

L’assessore ai Lavori pubblici ha risposto che tutte le fasi del restauro “sono sotto la stretta vigilanza della Soprintendenza ai Beni Culturali” e  che “l’obiettivo finale è quello di preservare la memoria storica del teatro”. Sempre l’assessore si chiede perché “Borri non abbia avanzato queste perplessità prima dell’avvio del cantiere”.

I lavori si concluderanno nell’estate del 2015, con oltre un anno e mezzo di ritardo rispetto alla data di consegna prevista in apertura del cantiere. Le ragioni di questo slittamento sono da ricercare sia nella perizia di variante, necessaria per alcune modifiche da apportare in corso d’opera, sia nei mancati pagamenti da parte del Comune, costretto nelle strette maglie del Patto di Stabilità a non poter versare all’azienda i soldi di cui dispone pur di non incorrere in sanzioni più pesanti.  In realtà sul progetto di restauro del Piccinni le prime critiche furono sollevate dall’ex assessore alla Cultura Nicola Laforgia, che propose di non chiudere il teatro, prevedendo una cantierizzazione per lotti, un sistema già utilizzato per la ristrutturazione del “San Carlo” di Napoli e che l’amministrazione comunale barese non ha deciso di utilizzare preferendo l’ipotesi chiusura, definita dallo stesso Laforgia “sciagurata”. I lavori continuano. La speranza è che l’incubo del restauro dell’auditorium “Nino Rota” non si ripresenti anche per il teatro inaugurato nel 1854 e intitolato al celebre compositore barese. Un anno e mezzo di ritardo è già tanto.

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