Beni sequestrati nel 2018 per normativa antimafia, il Tribunale dispone la restituzione all'imprenditore

Rispetto alla misura originale, rimangono i sigilli a una vettura e a un uliveto in suo possesso. Il sequestro preventivo era stato disposto per "la sproporzione tra redditi 'ufficiali' e reale capacità economica"

Torna in possesso di gran parte dei suoi beni, il pregiudicato di Acquaviva al quale era stato disposto a gennaio del 2018 il sequestro preventivo di beni per circa 500mila euro, in seguito all'indagine legata alle normativa antimafia. La Guardia di Finanza aveva infatti segnalato "da un lato la pericolosità sociale del soggetto - spiegavano in una nota - e dall’altro la sproporzione tra le fonti di reddito 'ufficiali' e la reale capacità economica allo stesso riconducibile, anche a mezzo della sua convivente".

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Il Tribunale di Bari ha ora disposto invece la restituzione della quasi totalità dei beni sequestrati (tre fondi rustici, un libretto postale e un appartamento intestato alla compagna), mantenendo i sigilli soltanto sull'autovettura del pregiudicato e su alcuni uliveti ad Acquaviva delle fonti. "Il nostro assistito - spiega in una nota l'avvocato difensore, Nicola Lerario - è oggi avviato a seria attività imprenditoriale".

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