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Via Sparano, residenti contro: "Progetto brutto". Il Comune: "Restyling si farà"

Riunione del gruppo #salviamoviasparano, nato su Facebook. Appello a Decaro: "Ascolti la città". La replica dell'assessore Galasso: "Ci saranno più piante". L'opinione di Sgarbi: "Si difendano le palme"

Polemiche, richieste di sospensione del progetto e pareri autorevoli contro: la riqualificazione di via Sparano continua a far discutere. Ieri pomeriggio si è riunito il comitato rappresentativo del gruppo Facebook #salviamoviasparano che in pochi giorni ha raccolto circa 12mila adesioni social: dalla riunione è emersa la richiesta al sindaco Decaro di sospendere la procedura di pubblicazione della gara per l'affidamento dei lavori: "Solo in questa maniera - spiegano -rivolgendosi direttamente al primo cittadino -  non renderà vana la scelta fatta, dal Consiglio comunale e da lei stesso, di ascoltare la sua Città su un tema così fondamentale".

Sempre su internet, dopo le ironie su Facebook, circola la petizione pubblicata sul sito change.org che ha raccolto già circa 500 adesioni. Sul tema, a seguito di osservazioni sollevate dalle Opposizioni in Comune, è intervenuto direttamente l'assessore cittadino ai Lavori Pubblici, Giuseppe Galasso: "Come abbiamo già spiegato - ha dichiarato - daremo ascolto ai cittadini che vorranno fare proposte sul progetto di via Sparano. Come abbiamo sempre fatto, ascolteremo in questi mesi i comitati e le realtà associative cittadine per recepire ulteriori suggerimenti da sottoporre all’attenzione dei progettisti e della Soprintendenza. Allo stesso tempo è opportuno ribadire che, presso le intersezioni con le altre strade, sulla nuova via Sparano il progetto prevede delle vasche con un numero di piantumazioni superiore a quello attualmente presente”.

Contro il restyling è arrivato anche il parere 'vip' di Vittorio Sgarbi, critico in particolare sulla rimozione delle palme: "Il progetto di sostituirle con artifici concettuali di architetti - scrive su Facebook - deriva da una intollerabile prescrizione della Sovrintendenza che, meditando cannocchiali visivi, ha imposto la eliminazione delle palme con un fantomatico trasferimento in un'altra parte della città. Le palme identificano gran parte delle città del Meridione d'Italia, con una vitalità e una esuberanza che ha solo la natura rispetto a sterili progetti. Bari si deve mobilitare per difendere le palme chiedendo al ministero dei Beni Culturali di sollevare l'amministrazione comunale dalla responsabilità di obbedire ad assurde prescrizioni".

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