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Venerdì, 27 Maggio 2022
Cronaca

Un algoritmo per valutare in maniera equa le università: la proposta dei ricercatori dell'Ateneo barese

Informazioni sul divario territoriale e indicatori di prestazione vengono combinati per una migliore classificazione: la ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports, Nature Italy e Nature Portfolio, esaminando oltre cento indicatori di sviluppo socio-economico degli ultimi cinque anni

Un algoritmo che combina informazioni sul divario territoriale e indicatori di prestazione, per una valutazione più equa delle Università. La proposta, come riportato dall'Agenzia Ansa, arriva da un gruppo di ricercatori dell'Università di Bari per "ripensare i ranking universitari attraverso la scienza della complessità". La ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports, Nature Italy e Nature Portfolio, esaminando oltre cento indicatori di sviluppo socio-economico degli ultimi cinque anni.

A realizzarla sono stati i ricercatori Fisica Applicata Uniba e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, guidati dal professor Roberto Bellotti, in collaborazione con Vincenzo Aquaro (Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite) e Marco Bardoscia (Banca d'Inghilterra). Lo studio è stato condotto su oltre mille Università nel mondo, classificate attraverso la britannica Times Higher Education, e a livello italiano, analizzando la classifica delle Università del CENSIS. I ricercatori ritengono che "lo strumento proposto per l'elaborazione di nuovi ranking, mitigando gli effetti del condizionamento territoriale, possa supportare politiche di sviluppo e coesione che puntino a ridurre il divario tra Università del centro-nord e del sud, anziché aumentarlo". Dalla ricerca emerge infatti che 5 Università vengono premiate come virtuose, migliorando di oltre 10 posizioni la propria graduatoria: Foggia (+26 posizioni), Teramo (+15), Cassino (+14), Milano San Raffaele (+13) e Napoli L'Orientale (+11). Alcune Università, collocate in un contesto socio-economico favorevole, peggiorano invece la loro posizione: luav di Venezia (-26), Pisa (-14), Torino (-12), Aosta (-10) e Verona (-10). Infine, lo studio rivela la stabilità dei punteggi conseguiti da alcuni atenei, come Bocconi, Università di Trento e Politecnico di Milano.

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