Cronaca

Risonanza del cervello, l'Università di Harvard premia ricercatori baresi

Il team, coordinato dal prof. Roberto Bellotti (Dipartimento di Fisica dell'ateneo cittadino), ha presentato il sistema più accurato nella gara internazionale organizzata dalla prestigiosa istituzione americana. Servirà a combattere malattie come Alzheimer e sclerosi multipla

Talento e applicazione per un risultato che conferma, l'alta qualità della ricerca accademica barese. Dai laboratori del Campus, infatti, arriva il team vincitore della competizione organizzata dalla prestigiosa Medical school dell'università americana di Harvard sulle migliori metodologie per una accurata risonanza magnetica del cervello nella lotta alle malattie neurodegenerative. Sbaragliata una concorrenza internazionale composta da 50 progetti provenienti da tutto il mondo.

Il gruppo barese ha visto collaborare congiuntamente il Dipartimento di Fisica dell'Università di Bari, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Cnr. Otto tra professori e ricercatori, tra cui 5 precari, hanno messo a punto un sistema di algoritmi per analizzare immagini 'in cieco' ovvero senza conoscere la diagnosi, così come richiesto dal concorso organizzato a Boston. Quelli preparati dai ricercatori baresi, sono risultati i più precisi

"E' un successo inaspettato - spiega il professor Roberto Bellotti, coordinatore del progetto, docente accademico di Fisica, e scopritore dell'algoritmo con il rating più elevato - e i risultati verranno presentati all'Mit di Boston questo settembre. Eravamo gli unici italiani nella competizione. Questo tipo di studi è finalizzato alla diagnosi precoce dell'Alzheimer e delle malattie neurodegenerative. Sappiamo - prosegue - che quando vengono scoperte queste patologie, è oramai troppo tardi essendoci già danni irreversibili. L'analisi permetterà di rilevare la malattia anche 5 o 10 anni prima dell'insorgenza, permettendo così di somministrare farmaci per ritardarla o curarla".

Il team (composto, assieme a Bellotti, da Sabina Tangaro, Rosalia Maglietta, Andrea Tateo, Paolo Inglese, Nicola Amoroso, Alfonso Monaco e Rosangela Errico), ha affrontato il progetto attingendo a varie discipline scientifiche: "Abbiamo sviluppato - spiega Bellotti - metodologie di analisi di Intelligenza Artificiale, il cui studio è cominciato nei primi anni '90. Da settori come l'astrofisica, ad esempio, abbiamo mutuato sistemi di reti neurali artificiali, che mostrano il funzionamento del cervello. Abbiamo anche lavorato su campi economici e della rilevazione dei satelliti".

Un giusto premio per rappresentare l'efficienza del 'capitale umano' dell'Università di Bari, non sempre considerato tale a livello nazionale: "Da noi vi sono molti gruppi di eccellenza. Le classifiche dei quotidiani mettono insieme tanti aspetti, anche riguardanti la vita cittadina e i servizi. Nella ricerca scientifica esprimiamo qualità elevate. Il nostro non è un risultato isolato nel panorama scientifico dell'ateneo barese".

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