'Palazzina dei tumori' a Japigia: "Morti provocate da roghi dell'ex discarica", ma la Procura chiede archiviazione

Sono 21 i casi di inquilini deceduti in viale Archimede per i miasmi dell'ex discarica comunale in via Caldarola, dismessa 30 anni fa. Nel 2016 partirono le indagini

Il controllo dei vigili del fuoco nella palazzina

Japigia come la Terra dei Fuochi. Un paragone pesante - almeno sotto il quadro epidemiologico - quello emerso in seguito alle indagini della Procura di Bari sul famoso caso della 'Palazzina dei tumori', al civico 16 di viale Archimede. Un caso balzato agli onori della cronaca due anni fa per la morte di 21 inquilini, probabilmente per tumori causati dalle sostanze tossiche provocate dai continui roghi della ex discarica comunale di via Caldarola.

Le analisi dell'Arpa: "Nessuna anomalia"

La discarica era stata dismessa e bonificata ormai da 30 anni, ma le conseguenze sulla salute dei residenti sarebbero state avvertite per diverso tempo. Le indagini si concludono però con una richiesta di archiviazione: per il pm Baldo Pisani, infatti, è trascorso troppo tempo per perseguire penalmente il reato di morte come conseguenza di altro reato, ipotizzato a carico di ignoti.

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Laforgia: "Reati ancora attuali"

Una decisione che le famiglie delle vittime non vogliono accettare e sono pronte a chiedere nuove indagini alla Procura, perché l'insorgenza di nuove diagnosi di neoplasia della popolazione residente nell'immobile di via Archimede 16 è "attuale e continua". A spiegarlo è l'avvocato che assiste le famiglie, Michele Laforgia: "Se si può ritenere che il reato di disastro ambientale sia ormai estinto per prescrizione - spiega - è invece pacifico che la consumazione dei reati di morte come conseguenza di altro reato, lesioni e omicidio colposo, si realizza al momento dell'insorgenza della malattia, in caso di lesioni, o alla data della morte, per l'omicidio colposo". Di conseguenza, secondo l'avvocato, anche il periodo elevato trascorso non rende imperseguibili i reati, come indicato dalla Procura.

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