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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Modugno

Cattivi odori dall'impianto di trattamento dei rifiuti nella zona industriale, Regione e Arpa chiedono un monitoraggio

La richiesta è rivolta alla Tersan, società che gestisce l'impianto nei pressi di Modugno. Verranno utilizzati dei 'nasi elettronici', un sistema per la rapida misurazione del cattivo odore

Monitorare i cattivi odori prodotti dall'impianto di trattamento dei rifiuti nella zona industriale - a ridosso di Modugno - per salvaguardare il territorio e la salute delle persone. A richiederlo, la Regione Puglia e l'Arpa Puglia, direttamente alla Tersan, che gestisce l'impianto, previo utilizzo dei 'nasi elettronici' (un sistema per la rapida misurazione del cattivo odore, chiesto dal Comune di Modugno).

“Tersan  – spiegano dal Comune di Modugno – deve rispettare le prescrizioni chieste dal Comune di Modugno nel 2015 – quando le fu concessa dalla Regione l’Autorizzazione Integrata Ambientale – relativamente al monitoraggio delle emissioni odorigene a camino e al confine dello stabilimento. L’amministrazione Magrone aveva infatti prescritto alla Tersan la verifica della molestie olfattive con un sistema di monitoraggio delle concentrazioni odorigene nell’aria (allora sistema Odortel) che segnalasse in tempo reale il fenomeno, con la geolocalizzazione della segnalazione e con successiva attività di controllo delle emissioni a camino”.

Prescrizioni confermate lo scorso anno dal ricorso della Tersan accolto dal Tar Puglia. L'azienda ha presentato alla Regione un piano di monitoraggio delle emissioni odorigene sul quale è dovuta intervenire nuovamente l’Arpa Puglia. In particolare, l'agenzia regionale ha spiegato che: "stante la criticità del sito industriale, la sua prossimità all’area urbana, la tipologia del processo produttivo e la mole di segnalazioni di molestia che nel tempo pervengono all’agenzia, si ritiene che tale tipo di indagine (piano di monitoraggio odori a camino) debba essere reintegrata nel protocollo di monitoraggio".

Il sistema di monitoraggio, come spiegato da Arpa e Regione Puglia, dovrà essere operativo per l’intera durata del ciclo di vita dello stabilimento.

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