Ricoperto con una rete l'ulivo infetto da Xylella: completate le operazioni a Monopoli

La notizia diffusa da Coldiretti: dopo il sequestro, è stato disposto 'l'incappucciamento' dell'albero con una rete antinsetto, per evitare altri contagi

Dopo il sequestro disposto nelle scorse settimane, sono state completate in queste ore le operazioni di 'incappucciamento' dell'ulivo infetto da Xylella a Monopoli. A renderlo noto è Coldiretti Puglia: "E’ stata realizzata una struttura intelaiata metallica tubolare su cui è stata apposta la rete antinsetto ad una distanza della rete dai rami di 50 centimetri, in modo da non sfiorare la pianta in nessuna parte. Ci siamo attenuti, secondo il progetto presentato precedentemente alla Procura per il tramite dei Carabinieri, anche quando, inaspettatamente, stamani ci hanno imposto di lasciare aperta la parte superiore della rete, nonostante le prescrizioni della Dott.ssa Percoco dell’Osservatorio Fitosanitario Regionale", riferisce in una nota il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Coldiretti ripercorre quindi le tappe della vicenda che ha interessato l'ulivo, il primo infetto da xylella individuato nell'area del Barese: "I campionamenti sull’albero in contrada Caramanna sono stati effettuati il 6 dicembre 2018 – ricorda Coldiretti Puglia – e il 19 dicembre 2018 il laboratorio dello CIHEAM -IAMB trasmette al CNR e al Dipartimento di Scienze del Suolo e delle Piante dell’Università di Bari i saggi di conferma delle analisi effettuate il 17 dicembre. Il 10 gennaio 2019 l’Osservatorio Fitosanitario ha inviato al proprietario l’atto dirigenziale n. 1/2019 relativo alle prescrizioni di esecuzione delle misure fitosanitarie e la data fissata per l’espianto è il 14 gennaio 2019. Il 12 gennaio 2019 i Carabinieri Forestali gli notificano il sequestro disposto dalla Procura di Bari dell’ulivo infetto, ritenuto ‘corpo del reato’ e degli 8 ettari su cui l’albero insiste".

"Per fermare l’avanzata verso nord della Xylella serve un deciso cambio di passo dopo le incertezze ed i ritardi – continua Coldiretti Puglia - che hanno provocato l’avanzata inarrestabile del batterio che ha già causato 1,2 miliardi di danni". 

"E’ la prova provata che è vitale l’urgenza dell’applicabilità del Decreto Centinaio che faccia finalmente chiarezza e consenta di superare i blocchi all'abbattimento delle piante anche nelle aree tutelate e di impedire che il ricorso alla giustizia amministrativa e addirittura alla Procura possa diventare un impedimento alla difesa degli interessi della collettività e del bene comune", aggiunge Muraglia. "Se, poi, ci sono motivi reali per mettere in discussione i metodi di campionamento ed analisi deve essere fatta chiarezza, ma in tempi brevi. In sei anni si sono susseguiti errori, sospetti, incertezze e scaricabarile che hanno favorito l’avanzare del contagio – conclude il presidente Muraglia - che dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando a Monopoli, con effetti disastrosi sull’ambiente, sull’economia e sull’occupazione".

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