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Risarcimento per ingiusta detenzione, anche la Cassazione dice 'no' a Raffaele Sollecito

Il pugliese aveva chiesto 500mila euro per i 4 anni passati in prigione dopo la sentenza in primo grado nell'omicidio Meredith

"Affermazioni menzognere e contraddittorie" nelle fasi iniziali delle indagini; dichiarazioni che hanno "trovato smentite puntuali sotto ogni aspetto". Elementi che hanno rafforzato negli inquirenti "la prospettiva del suo coinvolgimento" nell'omicidio della studentessa Meredith Kercher a Perugia. Queste le motivazioni che hanno portato Raffaele Sollecito ad avere un nuovo 'no' sulla richiesta di risarcimento da 500mila di euro per ingiusta detenzione, già rigettata anche dalla Corte di Appello. A niente è servito quindi il ricorso: i giudici della Corte di Cassazione non hanno trovato elementi utili a confermare un risarcimento per i 4 anni di carcere scontati dal pugliese, prima che la sentenza in Appello e poi quella della Suprema Corte ribaltassero la sentenza comminata in primo grado anche per Amanda Knox e li dichiarassero innocenti (in secondo grado il pm aveva chiesto la condanna a 26 anni di carcere). 

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La replica dell'avvocato 

"Il sipario non cala qui", la replica dell'avvocato Giulia Bongiorno che ha annunciato ricorso alla Corte europea. "E' stato totalmente tralasciato - ha detto - l'annientamento delle garanzie difensive in cui sono state rese le dichiarazioni prese in considerazione per negare il risarcimento".

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