Cronaca

Rifiuti tossici nella discarica di Conversano, Vendola: "Regione impegnata per evitare l'emergenza"

Il governatore sulla vicenda relativa all'inquinamento prodotto dalle irregolarità nella gestione dell'impianto di contrada Martucci: "Un vero e proprio attentato alla salute dei cittadini"

Rifiuti velenosi seppelliti a pochi metri di profondità, percolato e gas tossici che avrebbero invaso i campi circostanti, inquinando la falda acquifera utilizzata negli anni per coltivare ortaggi e vigne. Una vicenda inquietante, quella che emerge dall'inchiesta della Procura di Bari sulle irregolarità nella gestione della discarica in contrada Martucci, a Conversano. Resa ancora più preoccupante dalle immagini girate dai carabinieri del NOE in un sopralluogo effettuato lo scorso 14 marzo e diffuse in questi giorni dal quotidiano La Repubblica: fumi che si sollevano dal sottosuolo, innalzandosi tra la vegetazione, a confermare come proprio lì, sotto i vigneti, siano sepolti dei rifiuti in fermentazione.

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L'inchiesta sulla discarica gestita dalla Lombardi Ecologia, avviata a marzo 2012 dopo il blitz di un operaio che denunciò lo smaltimento abusivo dei rifiuti, ha portato lo scorso 23 aprile al sequestro dell'impianto, mentre le persone indagate sono in tutto 11.

In seguito agli ultimi risvolti della vicenda, Vendola e l'assessore regionale all'Ambiente Nicastro hanno diffuso una nota per assicurare l'impegno della Regione nell'evitare, dopo il sequestro dell'impianto, un'emergenza rifiuti nel sud-est barese. "In primo luogo vi sono due situazioni distinte nei provvedimenti della magistratura barese: la prima riguarda il vecchio lotto, la vecchia discarica Martucci che nel 2011 abbiamo provveduto a chiudere e la cui gestione post-mortem per legge non è competenza regionale ma di altri enti territoriali. Il secondo aspetto riguarda le vasche di servizio e soccorso del nuovo impianto per le quali risulterebbero irregolarità nella realizzazione e nella gestione". "Sul nuovo impianto, - continua la nota - occorre in primo luogo sottolineare che, al netto delle responsabilità penali di ciascuno, quello che alla Regione Puglia interessa è di poter utilizzare in sicurezza un impianto realizzato per le esigenze del territorio. E' del tutto evidente – proseguono Vendola e Nicastro - che in questa prospettiva da un lato ci muoveremo per tutelare l'investimento in termini di pianificazione dei flussi che la Regione ha fatto rispetto all'impianto complesso di Conversano e, dall'altro, dovremo necessariamente lavorare a scongiurare il sopraggiungere di emergenza".

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Vendola, inoltre, non ha mancato di commentare le immagini relative al sopralluogo fatto dai carabinieri del Noe: "Sono immagini impressionanti e minacciose che dimostrano, al di là di ogni dubbio, come sia stato realizzato un vero e proprio attentato ai danni della salute dei cittadini. Apprezziamo molto il paziente lavoro della Magistratura, grazie al quale sta venendo alla luce, in tutta la sua drammaticità, questa storia di inquinamento e di avvelenamento dei terreni".

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