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Rifugiati ex Set: dalla polvere della vecchia fabbrica all'incuria di Villa Roth

Dopo la visita di Cecilia Strada al fatiscente edificio del Libertà, il Comune ha preso provvedimenti: nello storico edificio di via Quarto troveranno posto circa 30 persone su 200, ma la struttura è rimasta chiusa un anno: lavori in corso, impianti e intonaci da rifare

Dalla polvere del Set a quella di Villa Roth ancora da sistemare. Sono stati già trasferiti i primi rifugiati che per 10 mesi hanno vissuto nel capannone in disuso di via Brigata Regina, tra sporcizia e condizioni igieniche non degne di un paese civile. Il Comune ha predisposto la loro ricollocazione nello storico edificio del quartiere San Pasquale, in stato di abbandono dopo la chiusura del centro sociale avvenuta circa 1 anno fa. Facile capire lo stato in cui versa la struttura: i migranti verranno allocati nel piano terra della villa, ma non vi è riscaldamento e in alcune camere sono necessari interventi di ripristino dell'intonaco e recupero di altri impianti. Alcune finestre sono state anche murate. 

Non va meglio nella 'dependance' attigua alla villa: lì troveranno posto 8 componenti di nuclei familiari con bambini. Anche qui le camere sono decisamente da rifare e non mancano vetri rotti: la stanza d'ingresso è stata trasformata in deposito provvisorio delle brande su cui dormiranno i migranti: il resto è ancora un cumulo di calcinacci e polvere. Questa mattina gli operai della Multiservizi erano impegnati in aggiusti vari per cercare di migliorare complessivamente la situazione, montando serrature e riparando le tubazioni dei servizi igienici. Persino alcuni migranti, spatole alla mano, hanno dovuto personalmente improvvisarsi 'muratori' visto lo stato dei luoghi.

La decisione presa da Palazzo di Città, di procedere, finalmente, alla disinfestazione delle sporchissime tende presenti nell'ex Set, oltre alla sanificazione dei locali, è arrivata dopo il sopralluogo di Cecilia Strada, figlia di Gino, fondatore di Emergency, che sabato scorso ha denunciato le pessime condizioni in cui versano le circa 200 persone provenienti da diversi Paesi africani, da troppo tempo in attesa di una sistemazione definitiva in un campo apposito, i cui lavori dovrebbero partire nei prossimi mesi. Di qui l'idea di spostare almeno le famiglie con bambini a Villa Roth, ma, incredibilmente, senza averla prima rimessa a posto. Certo, quattro mura di un'abitazione sono sempre meglio degli spazi tipicamente post-industriali dell'ex Set: molti però si chiedono se fosse necessario agire in modo così improvvisato e repentino, in attesa di una vera soluzione che non arriva mai, tra indifferenza e diabolica burocrazia.

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