Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Un tesoro fra le ruspe: il cantiere sui reperti della Traiana Antica

In un sopralluogo nei pressi del cantiere dove è in corso la costruzione di un canile nella zona industriale fra Bari e Modugno, abbiamo rinvenuto vari reperti archeologici di grande valore

Una ruspa al lavoro nel cantiere

Circa un paio di settimane fa è emersa la notizia di vari ritrovamenti di reperti archeologici nella zona industriale fra Bari e Modugno. Gli onori della cronaca, però, erano dovuti a tale notizia per via del fatto che, nonostante i ritrovamenti, la zona interessata era stata sovrastata da ruspe e lavoratori intenti a dare vita ad un cantiere che porterà alla costruzione di un canile. A distanza di circa 15 giorni dai primi ritrovamenti, abbiamo effettuato un 'sopralluogo' nella zona interessata dai lavori per capire la portata di tale scoperta e le eventuali sospensioni dei lavori. A farci da 'Cicerone' in tale visita nella zona 'Traiana Antica' è Nicola De Toma, membro dell'associazione ambientalista 'Pro-Ambiente' di Modugno nonchè primo a rinvenire i resti di vasi e cimeli antichi. La prima considerazione è che i lavori non sono stati interrotti: il cantiere (a noi inaccessibile) è infatti popolato di ruspe e operai che lavorano alacremente. Il tutto nonostante la denuncia di De Toma: "Io ho fatto per due volte denunce ai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale lasciando a loro anche alcuni dei frammenti che ho ritrovato. Oltretutto, se non erro - specifica De Toma -, la Sovraintendenza non ha dato alcun ok per l'avvio dei lavori". Iniziamo il nostro giro circumnavigando le recinzioni del cantiere e notiamo a qualche decina di metri un degrado evidente per via della presenza di un campo nomadi. Alla loro vista, De Toma ci rivela un particolare che ha dell'incredibile: "Dopo aver trovato i primi reperti, qualche nomade mi ha detto che nei pressi del loro campo hanno trovato delle tombe antiche e dei resti di ossa umane. Qualcuno ci ha detto anche che i loro bambini ci hanno giocato distruggendoli. Probabilmente sono resti di circa 4mila-6mila anni fa perchè ho mostrato loro un libro con delle illustrazioni e mi hanno detto che erano molto simili". Arriviamo nel punto dove le ruspe hanno depositato il terreno in eccesso fuori dal cantiere: cumuli di terra si alzano a qualche metro dalla recinzione e semplicemente dando un'occhiata sommaria qua e la ritroviamo in prima persona altri frammenti, presumibilmente di vasi antichi. "E' incredibile - sottolinea De Toma -. Se si facesse un lavoro di scavo senza ruspe e alla presenza di un archeologo, con tutta probabilità sarebbero tantissimi i reperti presenti. Chi sta lavorando al cantiere è furbo - aggiunge poi la nostra 'guida' -. Stanno lavorando in modo tale da scavare con le ruspe a un metro, un metro e mezzo. I reperti sarebbero presenti già al primo livello per cui il loro lavoro è strategico perchè stanno cercando di rimescolare la terra al fine di occultare maggiormente gli eventuali resti". Ciò nonostante, però, basterebbe una semplice pala ad evidenziare altri frammenti visto che, semplicemente muovendo un pugno di terra con le mani, ritroviamo altri due pezzi di cimeli antichi. Li consegniamo a De Toma che, alla fine del giro, ci spiega: "Ne ho già consegnati una ventina ma, come vedi, ce ne sono ancora molti. Anche questi li consegnerò a chi di dovere sperando che si possa muovere qualcosa affinchè i lavori vengano bloccati. Se ciò non accadrà, abbiamo in mente una nuova idea: domenica abbiamo dato il via ad una raccolta firme con varie associazioni e, in caso di ulteriore stallo della situazione, proveremo a fare un esposto".

 

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