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Cronaca

Rivolta al Cara di Palese, il giudice condanna 14 migranti

Condanne tra i 3 anni e 10 mesi e 2 anni per gli ospiti del centro di accoglienza che presero parte alla guerriglia dell'agosto 2011. Per nove di loro è stata disposta l'espulsione

Sono stati condannati a pene comprese tra i 3 anni e 10 mesi e i 2 anni di reclusione i 14 migranti accusati di aver preso parte alla guerriglia scoppiata nel Cara di Palese nell'agosto 2011. Le sentenze sono state emesse oggi dal gup del tribunale di Bari Giovanni Abbattista.

LE CONDANNE - Per due dei tre presunti capi della rivolta, il 36enne libico Idris Mohamed, soprannominato 'Gheddafi' e il 32enne del mali Mohamed Osman, accusati di istigazione a delinquere finalizzata alla rivolta, le condanne sono state rispettivamente di 3 anni e 10 mesi e 3 anni e 6 mesi. Condanne comprese tra i 2 anni e 4 mesi e 2 anni per gli altri 12 imputati, tutti migranti proveniente da Bangladesh, Pakistan, Costa d'Avorio e Mali. Per 4 di loro il gup ha ordinato la sospensione condizionale della pena. Per altri 9, compresi i due presunti capi, il giudice ha disposto l'espulsione dal territorio dello Stato per la pericolosità sociale degli stessi.

I FATTI - La rivolta al Cara dell'agosto 2011 paralizzò la città per alcune ore, poichè i manifestanti bloccarono sia la linea ferroviaria Bari-Foggia che la statale 16. Secondo la ricostruzione degli investigatori, coordinati dal pm Marcello Quercia, quel primo agosto circa 300 richiedenti asilo, istigati da tre ospiti del Cara, organizzarono la protesta che si trasformò in vera e propria guerriglia, con l'obiettivo di accelerare le pratiche per i permessi di soggiorno e il riconoscimento dello status di rifugiati.

I migranti, armati di sassi, spranghe di ferro, bastoni, zappe, rastrelli e bottiglie di vetro, oltre a bloccare statale e ferrovia, danneggiarono la struttura del Cara e provocando anche il ferimento di un centinaio di agenti dello Forze dell'Ordine intervenuti per contenere la rivolta. Gli imputati sono stati condannati, a vario titolo, per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, blocco ferroviario, interruzione di pubblico servizio, danneggiamenti, incendi e violenza privata. Dei 300 ne furono identificati 45, grazie a testimonianze, foto, video e al riconoscimento fatto da altri ospiti del Cara non imputati. Di questi, 14 hanno scelto il rito abbreviato e sono stati oggi condannati.

Il giudice ha anche riconosciuto il risarcimento dei danni subiti alla costituita parte civile, la 'Ferrotramviaria Spa' da quantificarsi in un procedimento civile. Nei confronti di altri 31 imputati è in corso il processo davanti ai giudici della prima sezione collegiale del Tribunale di Bari. Tra questi il terzo presunto capo della rivolta, il 36enne Sankara Maliki del Burkina Faso.

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