Harry Potter e gli incantesimi tecnologici: i giovani maghetti della 'Tommaso Fiore' campioni italiani di robotica

I ragazzi della Scuola Media barese hanno trionfato nelle finali nazionali della 'RoboCup' a Trento. A giugno dovrebbero rappresentare il Tricolore nella kermesse mondiale di Montreal: "Faremo di tutto per esserci"

Gli incantesimi di Harry Potter si fanno tecnologia e apprendimento. I 'maghetti', però, sono i ragazzi della Scuola Media 'Tommaso Fiore' di Bari, capaci di sbaragliare la concorrenza di oltre 140 istituti da tutta Italia e vincere la competizione nazionale 'RoboCup Junior' a Trento, dedicata allo sviluppo della robotica da parte dei giovanissimi. Un successo ottenuto grazie a un grande impegno da parte degli alunni e dei professori, tra studio, lavoro manuale e informatico ma anche tanta creatività. La giuria, infatti, è rimasta favorevolmente impressionata dal simpatico 'show' dimostrativo messo a punto dal team di 20 studenti (soprattutto di prima e seconda media), soprannominato 'Ants' (le formiche, ndr), che si è aggiudicato la categoria Home Stage per gli Under 14, ovvero una performance 'teatrale' con una piccola trama da 2 minuti per mettere in evidenza l'utilizzo dei dispositivi robotici.

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Sul palco trentino è andata in scena una libera interpretazione della storia di Harry Potter ed Hermione che entrano nello studio di Silente e si imbattono in varie situazioni tra un cappello parlante, una scopa, un calderone magico e gli immancabili Dissennatori. Qui, tra un un wingardium leviosa e un expecto patronum, i due maghetti riescono a superare le difficoltà. Gli incantesimi, però, nascondono qualcosa di più tecnologico: "I ragazzi che hanno interpretato Hermione ed Harry - spiega il professor Pasquale Panebianco, docente di Tecnologia e tra i coordinatori del progetto della 'Tommaso Fiore' - attivavano gli oggetti tramite sensori, suoni ed effetti luminosi, come nel caso del paiolo nel quale, battendo la bacchetta sulla superficie, si muoveva una cannuccia a simulare un cucchiaio. Lo stesso principio valeva per la piuma, azionata con un motore tramite un led luminoso che attivava la ventola, sollevando l'oggetto". La performance, già vincitrice delle selezioni regionali di marzo scorso, ha trionfato anche in quelle nazionali, dove ha gareggiato anche la squadra (piazzandosi all'84° posto su 140 concorrenti) della categoria 'Rescue' Under 14, in cui i robot, comandati dai ragazzi, dovevano recuperare degli oggetti seguendo un percorso stabilito.

"Apprendere facendo quello che piace ai ragazzi"

Un premio meritato dopo mesi di grande impegno: "L'attività - spiega Panebianco - è cominciata a ottobre scorso con lezioni extracurricolari al venerdì pomeriggio, intensificando gli incontri nelle settimane precedenti alle gare. Lo scopo didattico di queste iniziative è quello di fare squadra e di imparare facendo, confrontandosi, ma anche scontrandosi per trovare le soluzioni migliori". A guidarli, oltre al professor Panebianco, anche la collega di Tecnologia Mariangela Piazzolla, quella di Arte, Claudia Guglielmi, con la preziosa collaborazione della preside Giovanna De Giglio, delle famiglie e dell'associazione 'Robotics', con l'aiuto del colonnello Alessandro Marra: "Il contributo di tutti - afferma Panebianco - è stato fondamentale, ma il plauso più grande va ai nostri ragazzi. Loro sono nativi digitali e attività come queste invogliano tutti a impegnarsi, anche quelli un po' più svogliati. Imparare facendo quello che ci piace porta risultati importanti. Tra l'altro, questi progetti sviluppano anche altre abilità come quelle matematiche. I ragazzini di prima media, ad esempio, si approcciano con anticipo al teorema di Pitagora, con un vantaggio enorme in termini di preparazione".

A giugno le finali mondiali in Canada: "Faremo di tutto per esserci"

Il sogno, adesso, è quello di poter partecipare alla competizione mondiale che si svolgerà in Canada, a Montreal, nella metà di giugno. Non sarà però facile organizzarsi: "Cercheremo di mettercela tutta -  dice Panebianco -. Ci piacerebbe avere anche una mano da qualcuno, magari dal Ministero o il sostegno anche di qualche privato. Le famiglie ci credono e i ragazzi sono entusiasti dell'idea di volare Oltreoceano. Nei prossimi giorni ci riuniremo per capire il da farsi. Lo scorso anno la scuola vincitrice, di Catania, non riuscì a partecipare alle finali in Giappone perchè era troppo dispendioso". La speranza è che stavolta, la bandiera barese, sventoli accanto a quella con la foglia d'acero. 

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