Rossani, esposto dal centrodestra: "Basta abusivi". Il Collettivo: "Noi in regola"

I consiglieri comunali Melchiorre e Maurodinoia scrivono al prefetto: "Disagi ai residenti della zona". L'esponente di Fd'I: "La delibera di febbraio della Giunta Emiliano non è stata revocata". I ragazzi ribattono: "Nostri eventi senza fine di lucro"

Da una parte l'esposto in Prefettura, dall'altra le ragioni del Collettivo. Si accende, dopo qualche mese di torpore, il dibattito sulla Caserma Rossani: i consiglieri comunali di centrodestra FIlippo Melchiorre (Fd'I) e Anita Maurodinoia (Lista Schittulli) hanno inviato una lettera al'Ente territoriale di Governo, affermando come, da mesi, ormai, vi si svolgono attività e concerti "le cui prove cominciano generalmente verso le 14 del venerdì e proseguono per svariate ore e arrecano enorme disagio ai residenti della zona, costretti a sopportare grida e frastuono ad altissimo volume sino a tardissima ora: il tutto, ovviamente, in totale spregio dei regolamenti comunali e senza alcun permesso amministrativo o sanitario, senza alcun controllo delle forze dell’ordine nonchè in condizioni igieniche e di sicurezza assolutamente precarie".

Sotto accusa, per il centrodestra, la gestione delle attività all'interno dell'area, rese possibili da un accordo tra i ragazzi della 'Rossani liberata' e il Comune che, nei prossimi giorni troverà concretezza in un'intesa tra Palazzo di Città e l'associazione costituita proprio dal Collettivo. Melchiorre esprime però le sue riserve sulla situazione attuale, facendo però riferimento a una prima ordinanza dell'ex sindaco Emiliano, datata febbraio 2014: "A noi - spiega - risulta non sia stata revocata e riguarda il divieto di accesso e utilizzo degli spazi. Il fatto che nessuno si occupi di questa cosa, mi fa tremare i polsi. Inoltre, se si fa un giro su internet, si possono trovare pubblicità di eventi che si verificano ogni settimana nella Rossani, il che è inaccettabile. Penso che in questa città stia venendo meno il concetto della legalità e nei prossimi giorni interpellerò direttamente il sindaco Decaro".

Di parere opposto il Collettivo: "Se viene considerato abusivo offrire spazi a chi vuole fare arte o musica in città, slegati da qualsiasi meccanismo di lucro ed economico, vorrei capire cosa si intenda per legale - spiega uno dei ragazzi - . I nostri eventi sono gratuiti e non è richiesto alcun pagamento, ma solo un'offerta volontaria, a differenza di qualsiasi locale o pub cittadino". Dopo l'ordinanza di febbraio una perizia che ha individuato gli spazi non pericolanti e quindi permesso riutiizzo sociale temporaneo fino al 31 dicembre.

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Nei prossimi giorni dovrebbe essere siglata l'intesa con il Comune, già anticipata un mese fa,  che, per andare in porto, ha richiesto la costituzione di un'associazione da parte del Collettivo: "Noi intendiamo arte e musica in maniera opposta rispetto a chi la considera una speculazione - affermano i ragazzi  - e vogliamo offrire spazi a chiunque voglia esprimersi. In questi mesi non vi sono stati episodi spiacevoli e abbiamo sempre rispettato il vicinato autoregolandoci, mai contravvenendo alla legge".

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