Cronaca

'Rotta a sud est', Napolitano: "Grave crisi di fiducia dall'Europa"

Con il convegno tenutosi nel pomeriggio presso l'Aula Magna dell'Università degli studi Aldo Moro si è conclusa la visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Bari. Prossime tappe Barletta, Conversano e Turi

Dopo la mattinata di commemorazione trascorsa prima al Sacrario dei Caduti d'Oltremare a Japigia e poi in via Niccolò Dall'Arca, luogo di presenza del Monumento dedicato alle vittime della strage fascista del 28 luglio 1943, si è conclusa con la presenza al convegno 'Rotta a sud est. Bari e la Puglia per lo sviluppo del paese" la presenza a Bari del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La prima carica istituzionale del paese, infatti, dopo aver lasciato l'Aula Magna dell'Università Aldo Moro, è partita verso Barletta, luogo dove incontrerà le famiglie delle vittime del tragico crollo del palazzo di via Roma del 3 ottobre scorso che costò la vita a cinque donne. Domani, invece, Napolitano è atteso a Turi e a Conversano, ultima tappa della sua visita in Puglia.

Nel convegno di oggi, dove hanno presenziato e parlato, in successione, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il sindaco Michele Emiliano, il presidente della Provincia Francesco Schittulli, il rettore dell'Università Corrado Petrocelli, il presidente della Fiera del Levante Gianfranco Viesti e l'editore Alessandro Laterza, Napolitano ha parlato di un paese in difficoltà e segnato dalla sfiducia del resto d'Europa senza, però, tralasciare uno spiraglio di positività e rilancio economico futuro: "Com'è evidente, siamo dominati dall'assillo quotidiano delle turbolenze dei mercati finanziari, del nostro debito pubblico e delle ricadute - ha esordito Napolitano -. Ci preoccupa in particolare la condizione del Mezzogiorno, la gravità del problema dei senza lavoro e, soprattutto, dei giovani che si interrogano sul loro futuro. Siamo al centro dell'attenzione preoccupata delle istituzioni europee e internazionali. Per questo l'Italia non può dare segni di scarsa determinazione e affidabilità. Nei confronti del nostro paese è insorta in Europa una grave crisi di fiducia - seguita il Presidente della Repubblica -. Dobbiamo esserne consapevoli e sentircene, più che feriti, spronati nel nostro orgoglio e nella nostra volontà di recupero. Dobbiamo, quindi, compiere il nuovo salto di qualità che si impone nel processo di integrazione europea affinchè si rinnovi quell'impegno di comune sviluppo e di coesione sociale che ha fin dalle origini animato il progetto europeo. Per farlo - si è apprestato a concludere Napolitano - dobbiamo osservare con attenzione la realtà e le esigenze delle imprese e il rifiuto dei localismi: questa apertura al cambiamento è indispensabile così come l'ancoraggio ai solidi principi della carta istituzionale. Più rigore e più iniziativa delle istituzioni, delle imprese, delle associazioni è ciò di cui ha bisogno il nostro paese per dare vita al rilancio. La morsa che oggi stringe il paese è quella dell'alto debito pubblico e il mancato sviluppo. Per evitare che tale morsa si stringa ancor più bisogna allentarla dal lato del debito pubblico. Bisogna cominciare sina da subito con l'essere più esigenti".

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