Donna muore dopo il parto, indagati sei medici
La Procura apre un'inchiesta sulla vicenda della 29enne ruvese deceduta domenica scorsa all'ospedale Miulli di Acquaviva dopo aver dato alla luce un feto morto. Iscritti nel registro degli indagati i medici in servizio presso l'ospedale "Umberto I" di Corato, dove la giovane era stata ricoverata in un primo momento
Sarà la Procura di Bari a fare chiarezza sulla morte della 29enne Maria Teresa Lauciello, avvenuta nella notte tra sabato e domenica all'ospedale Miulli di Acquaviva, dopo aver dato alla luce un feto privo di vita. La donna, incinta al sesto mese, era giunta nella struttura ospedaliera dopo un primo ricovero d'urgenza all'ospedale Umberto I di Corato.
E proprio sei medici del nosocomio coratino sono stati iscritti nel registro degli indagati. Un atto dovuto, spiega la Procura, per consentire ai medici di partecipare attraverso consulenti di parte agli accertamenti autoptici. Sarà infatti l'autopsia, disposta dal pm Giuseppe Gatti, e le analisi su placenta e feto, ad accertare le cause del decesso. I parenti della vittima, dal canto loro, puntano il dito contro i medici dell'"Umberto I", accusandoli di aver provocato la morte della donna sbagliando diagnosi. Secondo quanto raccontato da uno dei familiari di Maria Teresa in un'intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, i sanitari delll'Umberto I avrebbero confuso le contrazioni uterine del parto prematuro con i sintomi di una colica renale.