Ascolto e sostegno per donne e minori, a San Giorgio la nuova sede del Centro antiviolenza

L'assessore Bottalico: "Una casa per la prevenzione di tutte le forme di violenza". Tra le attività, oltre alla consulenza e al supporto psicologico e legale alle vittime, anche iniziative per favorire l'avvio di start-up per il reinserimento socio-lavorativo delle donne

Sportelli d'ascolto, sostegno psicologico e legale, iniziative di formazione rivolte agli operatori ma anche attività mirate per favorire, attraverso l'avvio di start-up, il reinserimento socio-lavorativo delle donne vittime di maltrattamenti. E' stata inaugurata questa mattina a San Giorgio la nuova sede del Centro antiviolenza del Comune di Bari.

"Una casa per il contrasto alle violenze": i servizi del Cav

Non solo un centro ma "una casa della prevenzione e del contrasto alle violenze", sottolinea l'assessore al Welfare, Francesca Bottalico, che ha preso parte questa mattina alla cerimonia di inaugurazione della struttura, che sarà gestita dalla cooperativa sociale Comunità San Francesco. "Oltre allo sportello dedicato all'ascolto, ci sarà uno spazio per la formazione e l'aggiornamento di operatori, realizzeremo in rete con 'Save The children' dei servizi per la violenza assistita". "Il centro - prosegue Bottalico - ha sede a San Giorgio, ma le sue attività svilupperanno su tutta la città. Ci saranno equipe itineranti che potranno intervenire nel caso di segnalazione, cinque sportelli di ascolto, che partono con le prime scuole, rivolti ad adolescenti e preadolescenti, e poi una serie di 'sportelli antenne' che realizzeremo su tutta la città, con l'idea che bisogna andare verso le vittime di violenza". "Il centro - spiega Marika Massara, coordinatrice del Cav - è formato da un equipe multiprofessionale: tre psicologhe, due avvocate - una civilista e una penalista - due educatrici professionali e un'assistente sociale. Queste ultime si occupano della fase dell'accoglienza della donna, successivamente strutturiamo diversi tipi di percorso: consulenza psicologica, consulenza legale civile o penale. Ad esempio, aiutiamo la donna a scrivere la querela, raccogliendo la sua storia di vita e di violenza, ricostruendo gli aspetti rilevanti dal punto di vista legale". "Noi inoltre - prosegue Massara - diamo disponibilità ad essere presenti anche per colloqui congiunti con i servizi sociali di diversi municipi, o con i centri per famiglie che a volte possono intercettare bisogni di questo tipo. Un'altra attività è il pronto intervento in emergenza h24: abbiamo un'operatrice telefonica che risponde al numero verde gratuito 800 20 23 30".

L'importanza del reinserimento socio-lavorativo: sostegno all'avvio di start-up

Ma tra le attività programmate dal nuovo Cav, ci sono anche quelle volte a rispondere ad un'esigenza pratica spesso espressa dalle donne assistite: la necessità di un lavoro per sostenersi autonomamente. "Come dicono i dati di un monitoraggio della regione Puglia - conferma Massara - oltre il 60% di donne o non hanno un lavoro oppure hanno un'occupazione precaria, e hanno perciò scarsa autonomia economica potenziale". "Da settembre - prosegue - daremo avvio alle attività del programma antiviolenza II finanziato dalla Regione Puglia, che prevede interventi specifici per il reinserimento socio-lavorativo delle donne". "Già l'anno scorso - spiega l'assessore Bottalico - abbiamo avviato delle borse lavoro con Porta Futuro per le donne che avevano questa necessità, ma quest'anno vorremmo anche realizzare delle start up, con l'idea di creare delle piccole cooperative, realizzate dalle donne in base alle loro competenze e desideri. In base alle donne che intraprenderanno questo percorso, individueremo quali attività avviare". 

"In due mesi 64 richieste di aiuto"

Nei primi due mesi di attività il centro, ubicato in strada San Giorgio 21, ha già registrato 64 richieste di aiuto (4 pronto intervento in emergenza, 33 prese in carico con eventuali invii al centro territorialmente competente, 13 consulenze legali - civili e penali - e 15 percorsi di consulenza psicologica). Ad oggi, quindi, 49 donne hanno deciso spontaneamente di accedere ai servizi del centro e 15 hanno preso contatti su suggerimento dei Servizi sociali o delle Forze dell’ordine.

Il protocollo 'Generare culture non violente'

All’inaugurazione di questa mattina hanno partecipato anche Antonia Cairo, presidente della cooperativa sociale Comunità San Francesco e Rete dei centri antiviolenza SanFra, Francesco Elia, responsabile POS Attuazione Politiche Sociali Minori e Famiglie del Comune di Bari, Antonio Maria La Scala, avvocato penalista, Antonio Genchi, ufficiale della Polizia di Stato e Tiziana Corti, AP Struttura trasversale Pari Opportunità - Regione Puglia. Nel corso della mattinata è stato anche siglato il protocollo 'Generare Culture non violente' tra il Comune di Bari, e 30 realtà del pubblico e privato sociale, con l'obiettivo di promuovere "pratiche ed esperienze di cittadinanza attiva e solidale fondate su una cultura basata sul rispetto della dignità umana e sulla valorizzazione delle differenze".


 

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