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San Giorgio Martire, da gioiello romanico a rudere per ladri di rame

La chiesetta rurale nel quartiere Stanic versa in condizioni disastrose: un recente incendio, provocato forse da alcuni ladri di rame, ha bruciato e annerito la cappella, cancellando un prezioso affresco

L'abbondanza può rendere ciechi e menefreghisti, specie se si tratta di arte. A Bari gli esempi non mancano, ma il degrado che ha colpito la chiesetta di San Giorgio Martire, nelle vicinanze della Stanic, genera stupore e rabbia. L'edificio, di epoca romanica e risalente al XI secolo, è ridotto a un rudere i cui interni sono anneriti per il fumo provocato dai ladri di rame che utilizzerebbero la chiesa per sciogliere i cavi trafugati.

L'affresco sulla parete più vicina a quello che era un altare, non esiste praticamente più: "Qui la sera è un via vai di persone" racconta un anziano agricoltore della zona che ci guida nell'area dove tutt'attorno crescono alberi ed erba. Il plesso è praticamente un rudere: oltre alla facciata, pericolante, nella parte posteriore vi sono i resti di una masseria del '600, utilizzati da tossicodipendenti e da altri individui come deposito.

Siringhe, pneumatici, casse di legno, sono solo alcuni dei rifiuti che si possono rinvenire in una struttura che avrebbe dovuto avere ben altro utilizzo e invece è il simbolo di una cultura del disinteresse sempre più diffusa sul territorio, dove i riflettori vengono acceso quando oramai (ed è forse questo il caso) è troppo tardi per agire.

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