Cronaca San Girolamo - Fesca / Via Van Westerhout

San Girolamo, agguato in strada: sorvegliato speciale freddato a colpi di kalashnikov

Vittima Nicola Lorusso, 58 anni, padre di Umberto, ritenuto dagli investigatori capoclan del quartiere. L'omicidio intorno alle 9.30 in via Van Westerhout, strada che costeggia la pineta di San Francesco, molto frequentata di domenica mattina

Freddato a colpi di kalashnikov, mentre era in auto insieme alla moglie, a poca distanza dalla sua abitazione. L'agguato in pieno giorno, intorno alle 9.30, in via Van Westerhout, al quartiere san Girolamo, strada che costeggia la pineta San Francesco. I killer che hanno fatto fuoco contro Nicola Lorusso, 58 anni, pregiudicato e sorvegliato speciale, hanno esploso più di venti colpi. Una raffica che non ha lasciato scampo alla vittima, che è stramazzata al suolo accanto alla sua auto, mentre probabilmente cercava di fuggire.

L'AGGUATO - Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, Lorusso si trovava alla guida di una Ford Fiesta grigia, insieme alla moglie, e si stava recando in Questura per firmare la sparatoria-4presenza (obbligo al quale era tenuto in quanto sorvegliato speciale). L'uomo si sarebbe accorto di essere seguito da un'altra auto, e avrebbe fatto scendere la donna. Ma non avrebbe fatto in tempo a proseguire. Dall'auto dei killer è partita una raffica di colpi, alcuni dei quali avrebbero raggiunto Lorusso anche alla testa e al volto. Qualcuno, giunto successivamente sul posto, avrebbe posizionato un cassonetto di traverso sulla strada, per evitare che il corpo venisse investito. L'agguato è avvenuto a pochi passi dalla pineta San Francesco, a quell'ora generalmente frequentata da molta gente che fa jogging. A poca distanza dal luogo dell'esecuzione è presente anche un autolavaggio. Ma al momento nessuno avrebbe fornito indicazioni utili all'identificazione dei killer.

LA VITTIMA - Nicola Lorusso era padre di Umberto, 37 anni, costretto su una sedia a rotelle dopo un agguato subito nel 2009 e considerato dagli investigatori a capo dell'omonimo clan del quartiere, contrapposto a quello dei Campanale. Nicola Lorusso, con precedenti per contrabbando, era stato in carcere ed era tornato in libertà da circa un anno e mezzo. Pare che da tempo fosse ormai fuori da ogni gito criminale.

L'ARRIVO DEI PARENTI - Momenti di tensione si sono registrati all'arrivo dei parenti della vittima. Sul luogo anche la nuora, moglie di Umberto Lorusso. "Babbo, che cosa ti hanno fatto, maledetti", ha ripetuto più volte piangendo la donna, che ha poi urlato: "Da oggi chi va con quella razza, moriranno tutti. Anche per un caffè. Avviso a tutte le orecchie".

IL SINDACO SUL POSTO: "NEMMENO LE BESTIE FEROCI" - Sul posto, oltre al presidente del III Municipio Massimo Spizzico, è arrivato anche il sindaco Antonio Decaro. "Non mi sento di dire nulla. Nemmeno le bestie feroci si comportano così. Alle nove di mattina, in un giorno festivo, vicino ad un posto dove c'è tanta gente".

Le indagini sull'omicidio sono affidate alla Squadra Mobile, che sta ascoltando in queste ore i parenti della vittima, a cominciare dalla moglie che si trovava in auto con lui, ed i possibili testimoni.

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