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Grotte sotto il cantiere del Pirp San Marcello, il M5S: "Approfondimenti e verifiche"

La consigliera pentastellata in Municipio II, Alessandra Simone: "Non possiamo permetterci di commettere gli errori del passato, ovvero cancellando la storia in nome del cemento"

Il M5S chiede "maggiori approfondimenti e verifiche" sulla presenza di sgrottamenti e strutture sotteranee nel cantiere per la realizzazione del Municipio II in zona San Marcello, nell'ambito dei lavori riguardanti il Pirp, a pochi metri da Villa Giustiniani, dove è presente un prezioso ipogeo. Ieri, l'assessore comunale ai Lavori Pubblici, Giuseppe Galasso, ha confermato a BariToday la presenza di alcune strutture, specificando che non vi è stato alcuno stop al cantiere, nel quale però, è stata disposta, da parte della Soprintendenza, la presenza di un geologo assieme al personale delle ditte incaricate delle opere: "Un sito ancora sconosciuto e da poco entrato a far parte del patrimonio comunale - spiega la consigliera M5S al Municipio II, Alessandra Simone -  necessiterebbe di maggiori approfondimenti e verifiche in ordine alla sua esatta rilevanza, vista anche la prossimità al sito tutelato di Villa Giustiniani, al fine di farne oggetto di pari tutela, eventualmente anche mediante imposizione di un apposito vincolo”.

Cavità e 'grotte' sotto il cantiere, Galasso: "Nessuno stop ai lavori"

Simone chiede agli assessori Galasso e Tedesco di sapere se siano state effettuate "indagini geologiche e geofisiche prima di procedere alla cantierizzazione dal momento che, la vicinanza all’ipogeo di Villa Giustinianie la particolare storia dei quartieri San Pasquale e Carrassi poteva giustamente far ipotizzare la presenza di altre strutture sotterranee". L'esponente pentastellata, inoltre, ha chiesto "l’intervento sul citato cantiere del consigliere incaricato per le politiche di valorizzazione degli insediamenti rupestri e degli ambienti ipogei e copia della relazione della competente Soprintendenza" poichè "non possiamo permetterci - conclude - di continuare a commettere gli stessi errori del passato sia remoto che recente, quando la storia si cancellava in nome del cemento senza tener conto dell’importanza culturale e sociale di ritrovamenti importanti come questi”.

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