Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

San Nicola, con il corteo storico Bari torna al 1087

La rievocazione storica diretta dal regista Nicola Valenzano punta tutto su sobrietà e costumi riuscendo ad attirare fedeli e curiosi che hanno invaso il capoluogo pugliese

Anticipato dalla rievocazione della partenza dei marinai per Myra, messa in scena domenica sera per le strade del borgo antico, è arrivato ieri sera il corteo storico di San Nicola. Per le strade della città sono accorsi in tanti: pellegrini, turisti, giovani e meno giovani, da Bari e dalla Provincia per assistere al corteo storico accalcati dietro le transenne che ieri costeggiavano le vie principali del centro cittadino.

Il corteo, diretto dal regista Nicola Valenzano, è partito dal Castello Svevo, e proprio nelle strade che costeggiavano il castello già dal pomeriggio si era raccolta una folla gremita che ha preso posizione per assistere in prima fila al corteo. Poco dopo le 20 e 30 infatti hanno fatto la loro comparsa dalla costruzione federiciana, i primi gruppi di figuranti, per quello che nelle intenzioni del regista Valenzano doveva essere “un corteo storico datato 1087”. Certo, la scelta del Castello Svevo (successivo al 1087) come punto di partenza sembrava tradire l'intento del regista, ma ha enfatizzato l'effetto scenico, nascondendo al pubblico quale gruppo di figuranti sarebbe uscito di lì a poco e creando una certa attesa tra i curiosi che allungavano il collo per riuscire a vedere cosa stesse per apparire dall'ingresso del castello.



Quello di quest'anno è stato un corteo che ha puntato molto sui costumi. Realizzati da Luigi Spezzacatene con una precisione meticolosa e provenienti per la maggior parte dalla mostra realizzata lo scorso anno dallo stesso Spezzacatene e intitolata “1087 i Costumi della traslazione”, sono il frutto di un attento lavoro di ricerca che non lascia nulla al caso a partire dagli stessi materiali impiegati nella realizzazione degli abiti. La meticolosità negli abiti si è poi tradotta anche in un'attenzione anche per le stesse acconciature degli attori realizzate a seconda della moda dell'epoca e del ceto.

Una novità dell'edizione di quest'anno è  stata la scomparsa dei carri sostituiti da pale del Beato Angelico che rappresentavano i miracoli del vescovo di Myra. L'assenza dei carri ha sollevato qualche mormorio tra il pubblico, ma ha dato particolarmente risalto alla caravella che si stagliava maestosa al di sopra di tutto, trainata con delle grosse funi da due file di attori. Particolarmente divertente è stata invece per i più piccoli la coda del corteo occupata dai lebbrosi che con un trucco da film horror e facendo smorfie hanno suscitato l'interesse dei bambini, i quali li hanno identificati nei più cinematografici 'zombie'. Un'edizione maestosa che con oltre 180 figuranti e l'impegno economico del comune di Bari è riuscita a coinvolgere tutti i cittadini e riempire la città, le bancarelle e i locali della città vecchia.

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