Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

"Le ossa di San Nicola sono a Myra", la 'scoperta' turca non convince i baresi

Ieri l'annuncio del ritrovamento di una tomba "intatta" sotto la chiesa di San Nicola a Demre. La replica di padre Distante della Basilica nicolaiana: "Le fonti storiche della traslazione sono certe"

Le ossa di San Nicola non conservate a Bari, bensì in una tomba nei sotterranei di Demre, l'antica Myra nella Turchia sud-occidentale: la notizia, tutta da provare, comparsa ieri prima sul quotidiano nazionale turco 'Hurriyet' e poi rilanciata da altre testate in tutto il mondo come Bbc e Usa Today, riguarda le affermazioni di Cemil Karabayam, sovrintendente dei monumenti di Antalya, il capoluogo della zona dove sono stati eseguiti scavi e rilievi archeologici nell'area della vecchia Myra: il funzionario ha rivelato che l'equipe di studiosi avrebbe scoperto, dopo tre mesi di lavoro, un tempio intatto "e in buone condizioni" sotto la chiesa di San Nicola a Demre. Lo stesso sovrintendente, in precedenza, avrebbe dichiarato di aver scoperto, studiando carte e documenti del '900, che le ossa prelevate dai 62 marinai baresi nella storica spedizione del 1087, apparterrebbero a un altro prete.

In Turchia parlano già di "ricadute turistiche"

Ipotesi non nuove ma, ovviamente, mai verificate del tutto. Per ora gli studiosi proseguiranno con i rilievi attraverso il geo-radar. Le ricerche saranno coordinate da 8 accademici turchi : la tomba, però, non sarebbe di facile analisi poiché, affermano gli archeologi, bisognerebbe dapprima studiare e rimuovere delicatamente il pavimento di mosaici che ricopre la pavimentazione. Nel team turco serpeggia già entusiasmo per la scoperta. Forse troppo, perché qualcuno si affretta a parlare di 'ricadute turistiche' per il territorio e di "occhi del mondo" su Demre nel nome di San Nicola e, soprattutto, dell'icona mondiale di Santa Claus, meglio conosciuto come Babbo Natale.

Padre Distante: "Le nostre fonti sono certe e documentate da anni"

Un fermento decisamente poco moderato, considerando anche le pretese avanzate da anni dalla città turca, in contrapposizione con le evidenze storiche e la tradizione che vedono Bari ospitare le reliquie di uno dei santi più venerati del pianeta: "Le fonti storiche della traslazione in nostro possesso - spiega padre Giovanni Distante, vicerettore della Basilica nicolaiana -  sono certe anche perché redatte contemporaneamente agli eventi da Giovanni Arcidiacono e Niceforo, raccontando nel dettaglio ciò che è avvenuto. I baresi trovarono a Myra nel 1087 una tomba intatta che venne distrutta per prelevare le ossa. Le affermazioni degli archeologi turchi vanno valutate confrontandole con le nostre fonti pubblicate dal centro studi nicolaiano (diretto da padre Gerardo Cioffari) con approfonditi studi coordinati dal professor Pasquale Corsi dell'Università di Bari". Da una parte evidenze documentate da anni, dall'altra, forse, più ipotesi che sicurezze storiche. L'unica certezza è l'aura sempre più popolare di un Santo venerato in tutto il mondo, come testimoniato dal recente viaggio in Russia di una delle reliquie, venerata da migliaia di persone, tra cui il presidente Vladimir Putin, a Mosca e San Pietroburgo: "San Nicola è ecumenico - aggiunge padre Distante - non solo all'interno del Cristianesimo ma vi è questo dialogo continuo con altre religioni ed entità non cristiane". Una forza capace di superare differenze, diffidenze e barriere, ponte tra culture diverse e a volte inconciliabili.

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