Cronaca San Paolo / Via Antonio Lanave

Al San Paolo nasce il primo 'social garden' della città

In via Lanave il primo orto sociale dove frutta e verdura verranno coltivate direttamente dalle famiglie della zona e dai volontari di cooperativa Esedra, Legambiente, Acli e Cia

Prima la scelta del terreno; poi uno studio di fattibilità e in ultimo la realizzazione. Laddove c’era un terreno incolto e abbandonato, ora sorge il primo orto sociale di Bari.

E’ stato inaugurato questa mattina il San Paolo Social Garden, un fondo agricolo dove tutti i cittadini della zona e non solo, possono andare a coltivare frutta e ortaggi da destinare alle famiglie più bisognose, ai privati o ai mercati biologici comunitari. L’iniziativa targata San Paolo Social Network (gestito da Esedra Coop sociale), Legambiente, Cia e Acli San Paolo, è nata dall’esigenza di avvicinare le comunità della zona partendo prima di tutto dai bambini.

L’area da 200 metri quadri si trova proprio in via Lanave, a ridosso della scuola materna. Infatti sono stati tantissimi i piccoli che questa mattina hanno partecipato all’inaugurazione, insieme alle loro famiglie e ai docenti. Sono già 100, infatti, i nuclei che hanno aderito al sostegno dell’orto sociale con i 20 volontari che gestiranno la struttura.



“Oltre a essere un polmone verde per la città, il social garden educa a pratiche ambientali sostenibili, risponde all’esigenza di ‘fare comunità’, contribuisce al recupero di aree degradate e offre una valida alternativa alle categorie emarginate dalla società”, spiegano in apertura i rappresentanti degli enti che hanno ideato il progetto. L’orto è aperto tutti i giorni, supervisionato da 2 responsabili di Acli San Paolo, ed è a disposizione dei bambini e delle loro famiglie ogni martedì e venerdì dalle 9 alle 11.

La cura di un orto insegna il rispetto delle stagioni e può far scoprire i prodotti della terra, tipici della regione – interviene Antonio Ressa, presidente di Esedra -. Attraverso un orto urbano si può recuperare un’area abbandonata rendendola produttiva, strappandola così all’incuria e concedendola alla fruizione dei cittadini”. Inoltre il campo assume una dimensione non ‘agricola’ ma anche sociale: “Diventa un luogo che agevola relazioni sincere”. Un orto, quindi, come mezzo di aggregazione, “un luogo che si fa strumento educativo per i giovani, momento di relax per gli adulti e sito della memoria per gli anziani. Le potenzialità sono dirompenti quando queste categorie si trovano a lavorare la terra insieme”.

Ma non finisce qui. I ragazzi del San Paolo Social Network sono già pronti ad affrontare la prossima sfida: quella di aprire altri due orti sociali nel quartiere. “Abbiamo avuto altre richieste di apertura di altri 2 orti sociali all’interno del quartiere” sottolinea Ressa che per il futuro ha orizzonti più ampi: “Una possibile evoluzione di questa iniziativa potrebbe essere quella di passare da un orto sociale a orto diffuso”. E intanto sono già stati bonificati orti delle parrocchie Don Bosco e San Gabriele che verranno affidati agli anziani.


 

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