San Pietro, un gioiello (troppo) nascosto tra le strade di Bari vecchia

Segnaletica stradale non presente, assenza dell'area in guide e percorsi turistici. Solo 600 visitatori da luglio nonostante il grande impegno di Pugliarte: "L'area dovrebbe essere promossa maggiormente". A complicare anche l'incertezza sull'apertura del Museo di Santa Scolastica

Un gioiello che arricchisce l'offerta turistica della città di Bari. Lo sarebbe senz'altro se fosse segnalato nella cartellonistica stradale e nelle mappe turistiche. Invece i turisti scoprono l'area archeologica di San Pietro in maniera singolare: giungono nei paraggi perchè guidati dai pannelli che indicano la presenza del museo di Santa Scolastica, attualmente chiuso per restauri, poi si imbattono casualmente nell' interessante sito dove ad accoglierli c'è il team qualificato di Pugliarte, associazione nata 3 anni fa per promuovere il patrimonio storico e artistico della nostra regione, pronto a offrire competenza e passione attraverso visite guidate e progetti legati alla storia: “Dall'apertura ufficiale dell'8 luglio – spiega Adele Barbieri, archeologa e tra i soci fondatori di Pugliarte – abbiamo contato circa 600 visitatori. Di questo solo il 2% è composto da crocieristi. Ci aspettavamo di più, ma l'area non è adeguatamente inserita nei percorsi e nei pacchetti turistici”.

I 'locali' dunque fanno la parte del leone, costituendo la quasi totalità delle visite registrate. Eppure il luogo meriterebbe attenzione perchè di straordinario interesse storico e archelogico: si tratta infatti di uno degli insediamenti più antichi di Bari, con tracce risalenti anche all'età del bronzo. E' un po' come srotolare una pellicola cinematografica: l'area presenta stratificazioni che documentano lo sviluppo della città dall'età preistorica a quella medievale e moderna fino alla fine degli anni '60 del secolo scorso quando venne abbattuto l'Ospedale Consorziale. Gli scavi hanno permesso di portare alla luce il primo insediamento della città, una tomba-sarcofago dell'età ellenistica, una chiesa del XII secolo, il chiostro francescano del XV secolo e le sottofondazioni dell'Ospedale.

Un sito di grande fascino destinato a far parte di un Polo archeologico e museale assieme a Santa Scolastica, la cui data di riapertura è avvolta nel mistero e nell'incertezza. E proprio questo penalizza notevolmente l'impegno dell'associazione che, nonostante tutto, riesce a organizzarsi in modo efficiente: “Il costo della visita guidata, in promozione – afferma Adele Barbieri – è di 3 euro e viene svolta con la presenza di un archeologo. Per i turisti stranieri è possibile effettuare visite in inglese, francese, tedesco, spagnolo e, su prenotazione, russo. L'ingresso è comunque libero per chi non volesse usufruire della guida. In base alle nostre rilevazioni – sostiene Barbieri – abbiamo notato un gradimento del sito notevolmente maggiore da parte di coloro che hanno optato per la visita guidata”.

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L'area, visitabile dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 17 e la domenica dalle 10.30 alle 13.30 (chiuso venerdì e sabato) è aperta ovviamente anche alle scolaresche: già molte le prenotazioni registrate per i prossimi mesi, da novembre alla prossima primavera. Si può fare però di più, ma serve il coinvolgimento delle istituzioni: “Da parte dell'amministrazione provinciale – per Barbieri - c'è stata la volontà di puntare sulla fruibilità al pubblico dell'area, ma dovrebbe essere promossa maggiormente e meglio”. Il rischio è di essere sepolta, ancora una volta, dall'indifferenza e dai guai di una burocrazia miope.  

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