Cronaca

Sanità: cronisti intercettati, arriva la replica del procuratore Laudati

Laudati risponde alle perplessità espresse nei giorni scorsi dall'Ordine dei giornalisti sulle presunte sistematiche intercettazioni di cronisti di giudiziaria baresi nel tentativo di risalire alla "talpa" del caso Tarantini

"Sostenere che i giornalisti che si occupano di cronaca giudiziaria sono stati o sono sistematicamente intercettati è una falsità senza precedenti, questo perché il nostro ordinamento contempla la possibilità di intercettare solo chi è indagato per gravi reati punibili con pene superiori a cinque anni di reclusione. Chiunque li abbia commessi. Compresi i giornalisti", risponde così Antonio Laudati, procuratore della Repubblica di Bari, alle polemiche sulle intercettazioni legate all'inchiesta sulla sanità in Puglia.

Pochi giorni fa l'arresto del cronista Andrea Morrone, accusato di aver rubato dai computer della Procura i verbali del caso Tarantini poi pubblicati sul Corriere della Sera, e la notizia di decine di cronisti di giudiziaria intercettati dalla Procura nel tentativo di risalire al responsabile del gesto.

Un fatto che ha suscitato dure reazioni e polemiche da parte dei rappresentanti nazionali e locali della categoria professionale dei giornalisti: il presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino, il segretario generale della Federazione nazionale stampa italiana, Francesco Siddi, Paola Laforgia (Ordine giornalisti Puglia) e Raffaele Lorusso (Assostampa Puglia). Grande preoccupazione è stata espressa in particolare per le implicazioni che il ricorso sistematico alle intercettazioni di giornalisti ufficialmente non indagati potrebbe avere sul lavoro del giornalista e sul suo dovere deontologico di proteggere, se necessario, l'identità delle fonti.

Tali intercettazioni fatte dalla procura sono citate ampiamente dal gip di Bari Sergio Di Paola nella ordinanza emessa nei confronti del cronista del 'Corriere del mezzogiorno' Andrea Morrone, accusato di essere la 'talpa'. Laudati invece ribatte che non sono stati intercettati "giornalisti in quanto tali" ma sono "stati disposti solo mezzi di ricerca delle prove a carico di persone sospettate di gravi reati previsti dal Codice penale, quali l'accesso abusivo ad un sistema informatico di una Procura, che configura per altro un attentato alla sicurezza delle Istituzioni Pubbliche".
 

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