Cronaca

Sanità, "Al Di Venere negato screening neonatale allargato"

La denuncia del consigliere del Movimento 5 Stelle Galante, che ha inviato una diffida a tutte le ASL pugliesi, chiedendo che in tutti i Centri Nascite ci sia informazione su ciò che un genitore può chiedere in merito alla tutela della salute e alla prevenzione del proprio neonato

"I genitori pugliesi che ne fanno richiesta, hanno il diritto di avvalersi dello screening neonatale allargato a 40 malattie, e le strutture sanitarie hanno l’obbligo di fornirgli tutto il materiale necessario lasciando alle famiglie esclusivamente l’onere della spedizione dei campioni e del pagamento della retta necessaria per tale esame". Torna a ribadirlo con forza il consigliere M5S Marco Galante, componente della III Commissione Salute, che ieri ha inviato una diffida diretta a tutte le ASL pugliesi, "chiedendo - annuncia il M5S in una nota - di porre in essere tutto quanto necessario affinché in tutti i Centri Nascite della Regione Puglia, siano essi pubblici o privati, vi sia una corretta formazione ed informazione a favore di tutto il personale del reparto circa tutte le possibilità che spettano ad ogni singolo genitore in merito alla tutela della salute e alla prevenzione sui propri neonati".

Alla base dell'iniziativa un episodio avvenuto nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale “Di Venere” di Bari, dove lunedì scorso il consigliere pentastellato si è recato in visita per constatare l’effettivo avvio dello screening neonatale allargato alla fibrosi cistica.

"In quella occasione - racconta Galante - mi si è avvicinata una neomamma comunicandomi una risposta negativa del personale alla sua richiesta di effettuare lo screening neonatale allargato a 40 malattie metaboliche, effettuando la spedizione del materiale all’uopo destinato, all’istituto “Meyer” di Firenze. In particolare, le è stato risposto che sarebbero le famiglie a doversi procurare il materiale necessario al prelievo e all’esame stesso. Ho chiesto pertanto spiegazioni alla coordinatrice del reparto, la quale mi ha addirittura risposto che i genitori aventi l’intenzione di avvalersi dello screening neonatale allargato dovrebbero rivolgersi ad apposite e a mio parere fantomatiche “agenzie private” che sarebbero le uniche in grado di fornire loro il materiale necessario".

Una disinformazione che - spiega ancora la nota del M5S - per fortuna non è sembrata essere generale, dal momento che, il medico responsabile del Nido, risultava essere perfettamente a conoscenza della possibilità che viene data ai neogenitori di effettuare l’esame con materiale messo a disposizione dalla struttura sanitaria.

"Purtroppo nonostante le rassicurazioni la neomamma non ha potuto effettuare lo screening - prosegue Galante - e ciò che è peggio e che non si è trattato di un caso isolato. La stessa medesima circostanza si è verificata anche in strutture site nel territorio di Taranto, tra cui l’ospedale di Castellaneta, dove hanno negato del tutto la possibilità di poter usufruire di uno screening allargato, adducendo l’inesistenza di alcun obbligo da parte dell’ospedale di fornire gli appositi cartoncini. Ci ritroviamo dinanzi ad una situazione paradossale, in cui le vittime sono i cittadini che si vedono negare un loro sacrosanto diritto sancito dalla nostra Carta Costituzionale. Che vi siano state negli anni incontrovertibili responsabilità politiche è assodato, se poi ci si mette anche l’inerzia di determinati medici ed infermieri, dubito che la situazione possa risollevarsi facilmente. Ho pertanto inviato una diffida a tutte le ASL pugliesi chiedendo che si attivino al fine di evitare il riproporsi di tali situazioni. Come è ben noto - conclude - oggi lo screening neonatale allargato a 40 malattie metaboliche è obbligatorio per legge in tutto il territorio nazionale e in attesa della concreta attuazione di tale legge, si richiede quantomeno che i pazienti vengano correttamente informati in merito alle possibilità di effettuare tale esame ed ai centri in Italia che già da ora se ne occupano".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sanità, "Al Di Venere negato screening neonatale allargato"

BariToday è in caricamento