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Personale carente e liste di attesa infinite, sindacati e Asl a confronto sul piano per la sanità

Nel pomeriggio si riunirà per la prima volta il tavolo di confronto con la direzione barese dell'azienda sanitaria locale previsto dall'accordo siglato con la Regione lo scorso dicembre

Oltre 5mila unità di personale medico mancante e liste di attesa infinite per i pazienti. La Sanità in Puglia ha più di un problema, che la Regione sta provando risolvere attraverso un accordo di potenziamento, firmato lo scorso 12 dicembre dal governatore Emiliano e dai rappresentanti delle associazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Tra i punti previsti dal documento, c'è anche la creazione di un tavolo di confronto con i sindacati e le Asl, che si riunirà per la prima volta oggi pomeriggio nella sede della direzione generale dell'azienda sanitaria locale di Bari. 

"L'incontro - spiega il segretario regionale dell'Ugl Sanità Giuseppe Mesto - servirà a porre le basi con l'azienda sanitaria barese di un percorso condiviso, volto al miglioramento dell'intero comparto sul territorio. Chiaramente parliamo di Sanità, quindi ci vorrà tempo prima di riuscire correggere tutte le mancanze del comparto, tra cui la grossa carenza di personale registrata. Però è stato fatto il primo fondamentale passo con l'accordo di programma, ora tocca a noi continuare il percorso".

Il tema centrale di questo, come i successivi incontri, sarà chiaramente il nodo assunzioni, il primo obiettivo da centrare per riuscire nella riduzione delle liste d'attesa. "Proprio sulla questione assunzioni - spiegano dal sindacato Ugl -, sempre a dicembre scorso, è stato anche definito un ‘piano straordinario di assunzioni’ del personale sanitario per il periodo 2017-2019, così da  risolvere la carenza organica rilevata di oltre 5mila unità al 31 dicembre 2015, indicando tempi e procedure per velocizzare il processo di reclutamento". Il progetto della Regione è utilizzare i risparmi di spesa del comparto Sanità per poter siglare i nuovi contratti. 

La riforma prevede poi un'attività di controllo dei risultati delle direzioni generali delle Asl, presentati trimestralmente in appositi incontri con i sindacati, così da testare l'effettiva riuscita del piano di potenziamento. L'obiettivo è l’abbattimento dei tempi di attesa, attravero "interventi sanzionatori - spiegano dal sindacato - per evitare le storture rilevate nel rapporto tra volumi di prestazioni rese in attività ordinaria o quelle rese inattività intramoenia (l'attività eseguita dai medici al di fuori degli orari di lavoro in reparto, sfruttando le strutture ospedaliere)".

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