Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Inchiesta sanità, Vendola assolto: "Il fatto non sussiste"

La decisione del gup del Tribunale di Bari Susanna De Felice al termine del processo con rito abbreviato. L'accusa aveva chiesto venti mesi

Assolto con formula piena dall'accusa di concorso in abuso d'ufficio: la sentenza del gup di Bari Susanna De Felice per il governatore Nichi Vendola è stata emessa intorno alle dieci, al termine del processo con rito abbreviato. Assoluzione anche per l'ex manager della Asl di Bari Lea Cosentino.

"MI E' STATA RESTITUITA GIUSTIZA" - "Per me è un momento di felicità. - ha dichiarato Vendola all'Ansa subito dopo la sentenza - Sono stato in questi anni usato come contraltare per le più scandalose inchieste che hanno coinvolto un pezzo di ceto politico verminoso. Io sono una persona perbene ed è stato per me bere un calice amaro. L'ho fatto con rispetto nei confronti della giustizia, un rispetto dei confronti della Procura della Repubblica". "Ho vissuto un'intera vita sulle barricate della giustizia e della legalità. - ha detto ancora Vendola - Oggi mi è stato restituito questo". "Quello che avevo deciso era sincero - ha aggiunto - Non avrei potuto esercitare le mie pubbliche funzioni con quel sentimento dell'onore che è prescritto dalla Costituzione. Mi sarei ritirato dalla vita pubblica. Per me non era e non è mai in gioco soltanto una contestazione specifica rispetto a cui penso di poter documentare l'assoluta trasparenza dei miei comportamenti". Alle 12 il governatore terrà una conferenza stampa presso la Presidenza della Regione Puglia.

LE ACCUSE - Vendola era accusato di aver esercitato pressioni su Lea Cosentino inducendola a riaprire i termini del concorso per primario di chirurgia toracica all'ospedale San Paolo di Bari, affinchè il professor Paolo Sardelli - risultato alla fine vincitore del concorso - potesse presentare la propria candidatura. Nella scorsa udienza l'accusa, rappresentata dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno e dai pm inquirenti, Francesco Bretone e Desireé Digeronimo, aveva chiesto per il governatore pugliese una condanna ad un anno e 8 mesi. La stessa pena era stata chiesta Lea Cosentino.

"SE CONDANNATO LASCIO" - La sentenza era attesa soprattutto per gli effetti che avrebbe potuto avere sullo scenario politico regionale e nazionale. Vendola infatti aveva annunciato che in caso di condanna si sarebbe ritirato dalla vita pubblica. "Una sentenza di condanna, sia pure relativamente ad un concorso in abuso d'ufficio, - aveva dichiarato Vendola - per me sarebbe un punto di non ritorno, segnerebbe un mio congedo dalla vita pubblica. Ma una sentenza ispirata a verità e giustizia credo che restituirà a me quello che mi è dovuto, cioé la mia totale innocenza".

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