Santi Medici Cosma e Damiano a Molfetta, quest'anno una novità

Le sculture raffigurano i due martiri molto giovani e somiglianti in tutto con corpi vigorosi vestiti “all’orientale”. Merito del restauro è stato quello di restituire l’espressività e l’accento patetico di mite dolcezza dei volti giovanili in corpi forti e “atletici”. Rimane il problema dell’assenza assoluta di documentazione archivistica circa la paternità delle statue.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

La festa dei Santi Medici Cosma e Damiano, a Molfetta, organizzata dalla Parrocchia San Gennaro, quest'anno avrà un'importante novità:saranno portati in processione, per le strade della città di Molfetta, i Santi Medici della prima metà dell' 800.

A tutti era sfuggita la conoscenza storico critica di due immagini raffiguranti i Santi Martiri Cosma e Damiano conservate nella Parrocchia San Gennaro, statue da tempo condannate all'oblio e alla dimenticanza come spesso avviene avviate alla dispersione.

Se una attenta e tenace opera dio valorizzazione intrapresa dall'attuale parroco Don Sergio Vitulano, dall'Associazione dei SS. Medici, presieduta dal Girolamo Caputi, non ne avessero proposto e caldeggiato il restauro ad opera di Leonardo Marrone ( S. Ferdinando di Puglia).

Le due statue sono di dimensioni ragguardevoli e misurano compresa la base dorata 170 cm di altezza. Le pedane originali su cui poggiano i simulacri con cornici convesse e decori a palmette in stucco dorato di chiara marca neoclassica negli ornati tipici della prima metà dell'800.

Le sculture raffigurano i due martiri molto giovani e somiglianti in tutto con corpi vigorosi vestiti "all'orientale". Merito del restauro è stato quello di restituire l'espressività e l'accento patetico di mite dolcezza dei volti giovanili in corpi forti e "atletici". Rimane il problema dell'assenza assoluta di documentazione archivistica circa la paternità delle statue.

Si hanno notizie, invece, della presenza del culto nella parrocchia san Gennaro, sotto il parroco Don Luigi Saverio Nisio (1804-1825) con novena e processione esterna delle immagini.

Per queste ultime riteniamo possa trattarsi delle statue vestite che anticamente erano raffigurate da semplici manichini con teste scolpite nel legno che sono attualmente custodite nel Museo Diocesano di Molfetta.

Momento di riconoscimento importante è stato quando, nel 1859, fu realizzata una cappella propria per i santi in cui furono costruite le relative nicchie. Il momento viene ricordato da un'iscrizione lapidea dedicatoria che celebra l'intervento di tale Giuseppe Attanasio, finanziatore della sistemazione dell'altare marmoreo e della cancellata, come pure per la realizzazione di statue lignee.

Le statue fatte realizzare da Attanasio, con la collaborazione del parroco del tempo, sono quelle di cui sopra, esse andarono temporaneamente a sostituire le altre di poco più antiche ed attualmente ancora venerate, tornate successivamente in voga. (La motivazione relativa alla sostituzione dei simulacri , va associata al fatto che le più piccole sarebbero state più facilmente adatte ai trasporti processionali).

L'analisi stilistica dei due simulacri insieme ad argomentazioni di carattere tecnico e critico artistico lasciano infatti ipotizzare essere considerate opere di Giuseppe Raffaele Verzella autore a Molfetta della venerata statua della Madonna dei Martiri.

E' possibile infatti che i devoti dei S.S. Medici si siano rivolti, vista ala reputazione sulla piazza del Verzella, fratello minore del ben più noto Francesco, che a ben guardare mostra notevoli affinità proprio con la statua della patrona.

Per gli aspetti tecnici, quali l'assemblaggio di più pezzi di legno assicurati insieme da tenoni, come emerso nel corso dei restauri, la qualità dell'intaglio, l'uso del mantello come sostegno della statua che sembrano scolpite grossolanamente e quasi con l'accetta lasciano infatti propendere per un'attribuzione del Giuseppe Verzella. E' ipotizzabile l'esecuzione delle due statue prima della morte dello scultore avvenuta nel 1853.

Ulteriore aiuto alla soluzione del problema della paternità potrebbe essere fornito dall'identificazione dell'argentiere che firmò con lettere maiuscole GR incusse in campo romboidale le aureola d'argento, che sono coeve alla cronologia delle nostre statue. Come da decreto reale del 1823, emanato per il riconoscimento della qualità e della provenienza dell'argento lavorato, veniva punzonato dall'argentiere con il bollo riquadrato con la testina di Partenope. Tale bollo veniva utilizzato fino all'unità di Italia (1860), confermando quindi, come accennato, la realizzazione delle statue entro tale lasso di tempo.



Questo il programma domenica 12 Ottobre 2014

Ore 7.00 Celebrazione Eucaristica

Ore 8 - l'uscita dei Santi e processione cittadina

Questo sarà il percorso per le strade della città di Molfetta:

Via S. Pansini, Via D. Picca, Via Sigismondo, via S: Angelo, Via V Emanuele, P.zza Garibaldi, Corso Dante, Via S: Domenico, Via S: Rocco, Via Ten. Ragno, Via Annunziata, P.zza Paradiso, Via Immacolata, Via D. Manin, Via Roma, P.zza Cappuccini, C.so M. di Savoia, C.so M. di Savoia, P.zza V. Emanuele, Via S. Pansini.

Ore 12.30 Rientro delle sacre immagini, al rientro Solenne Celebrazione eucaristica presieduta da Don Sergio Vitulano

GUARDA IL VIDEO della processione

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