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Sportello d'ascolto per vittime di reato con il progetto 'Save': Bari capofila europea

L'iniziativa, già attivo nella sede di 'Crisi', rappresenta un percorso parallelo al procedimento penale, indipendente rispetto a un'eventuale sentenza negativa nei confronti di chi ha commesso il reato

La città di Bari è capofila del progetto 'Save', finanziato per due anni dalla Commissione Europea e che coinvolge enti di Italia, Romania e Portogallo: l'iniziativa mira alla realizzazione di uno sportello di ascolto per vittime di reato, ed è stata illustrata, questa mattina, dal presidente del Tribunale per i Minorenni di Bari, Riccardo Greco, dal procuratore minorile Ferruccio De Salvatore e dalla presidente della Cooperativa 'Crisi' Anna Coppola De Vanna. Da una parte l'attività di ricerca con uno studio comparato fra i tre Paesi che partecipano al progetto, dall'altra, invece, lo sportello, già attivo nella sede di 'Crisi', che rappresenta un percorso parallelo al procedimento penale, indipendente rispetto a un'eventuale sentenza negativa nei confronti di chi ha commesso il reato: "Il momento di incontro fra la vittima e l’autore del reato - ha affermati De Vanna - è straordinario, è una forma di rigenerazione, si `rattoppa´ davvero il danno subito e causato. Su questo territorio il bisogno di pacificazione sociale è fortissimo e l’auspicio è che questo progetto diventi un collante fra le istituzioni per l’avvio di protocolli d’intesa che lo rendano stabile e strutturato". Tra le associazioni attive nel progetto, oltre a 'Crisi' (capofila), troviamo 'Antigone' e 'A Buon Diritto' per l’Italia, 'Animam viventem' per il Portogallo e la rumena 'Misit'.

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