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Assistenza ai pazienti Covid, nel Barese contratti in scadenza per 61 medici Usca. Anelli: "Essenziale rinnovarli, unità vanno potenziate"

L'appello del presidente dell'Ordine dei medici, che insiste sulla necessità di rafforzare la medicina territoriale: "Non si può smantellare sistema avviato ed esperienza maturata dalle Unità speciali". In Puglia, su 80 Usca previste, ne sono state attivate 50

Potenziare la medicina territoriale, per poter continuare, nei prossimi mesi, "a presidiare il territorio per contenere eventuali ritorni dell’epidemia e mitigarne gli effetti". A ribadirlo è Filippo Anelli, presidente Omceo Bari, che in una nota evidenzia la necessità di rinnovare i contratti in scadenza per 62 medici in servizio nelle Usca  (Unità speciali di continuità assistenziale, ndr) nella Asl di Bari. "È essenziale - afferma Anelli - che i loro contratti vengano prorogati e che le Unità speciali di continuità assistenziale in cui operano siano potenziate con i medici che verranno assunti grazie al nuovo bando regionale. Non si può smantellare il sistema avviato e disperdere l’esperienza maturata nei mesi scorsi dai medici delle Unità Speciali, nella maggior parte dei casi giovani.”

L’attivazione da parte delle regioni delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) - viene ricordato nella nota - è stata prevista dal Decreto legge del 9 marzo per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19 che non necessitino di ricovero ospedaliero, in modo da consentire al medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta e al medico di continuità assistenziale di garantire l'attività ordinaria. Il Decreto prevede una Unità speciale ogni 50.000 abitanti: in Puglia al momento, su 80 previste, ne sono state attivate 50 (Fonte: Quotidiano Sanità su dati delle Regioni al 27 novembre 2020). Il fabbisogno nella Asl Bari è di 25 USCA da 8 medici l’una, per un totale di 200 medici. Confermando i 61 attualmente in servizio, quelli che dovrebbero essere contrattualizzati attingendo alle graduatorie del nuovo bando regionale dovrebbero quindi essere 139.

“Durante l’estate, dopo la prima ondata, i medici delle Unità speciali hanno coperto le carenze di personale dei dipartimenti di prevenzione, per esempio per le attività di tracciamento e per i tamponi - aggiunge Anelli - Oggi le richieste di assistenza domiciliare sono tantissime e i medici USCA devono essere il braccio operativo della medicina generale. Hanno dispositivi per garantire in sicurezza l’assistenza domiciliare ai pazienti positivi, evitando il rischio che i medici di famiglia, di continuità assistenziale e i pediatri possano contagiarsi. Dopo la firma da parte del Presidente Emiliano dell’Ordinanza che prevede il coinvolgimento dei medici di famiglia e dei pediatri nelle attività di contact tracing, accertamento diagnostico e applicazione delle misure di isolamento e quarantena, è fondamentale rafforzare la medicina del territorio attraverso le USCA. I medici pugliesi hanno già pagato un tributo altissimo di vittime alla pandemia e occorre adottare un’organizzazione che tuteli la loro sicurezza.”

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