Caos Palagiustizia, il Ministero aggiudica la gara per il nuovo immobile: è il palazzo dell'ex Telecom

In mattinata è stata conclusa la procedura, in favore della struttura in viale Saverio Dioguardi, che ospiterà Tribunale penale e Procura. Partiti i controlli pre stipula del contratto

Il palazzo dell'ex Telecom (nell'articolo: il Palagiustizia sgomberato)

La nuova sede della giustizia penale barese sarà - tranne nuovi ribaltoni improvvisi - il palazzo dell'ex Telecom in viale Saverio Dioguardi. In mattinata la Direzione Generale delle risorse materiali e delle tecnologie del Ministero della Giustizia ha completato l'aggiudicazione del bando per trovare la struttura che sostituirà il Palagiustizia di via Nazariantz, da poco sgomberato in quanto inagibile dopo mesi di scontro tra Ministero e Comune.

tribunale via Nazariantz-2

Una volta terminati i lavori di adeguamento, quindi, personale amministrativo, cancellieri e magistrati si trasferiranno nella struttura a Poggiofranco di proprietà della Nova Re SiiQ S.p.A, con la quale verrà stipulato un contratto di locazione. Prima di completare il processo dovranno però concludersi i normali controlli amministrativi e tecnici sulla società e sulla struttura. Fino ad allora si continueranno ad utilizzare le 'sedi ponte', ovvero gli uffici di via Brigata Regina e la sede distaccata di Modugno, dove trovano posto rispettivamente Tribunale e Procura.

Il presidente dell'Ordine degli avvocati: "Bisognava sceglierlo prima"

Soddisfazione per la scelta del Ministero da parte del presidente dell'Ordine degli avvocati, Giovanni Stefanì, con un ma. "La decisione del Ministero - spiega - ci rincuora solo in parte: se quel palazzo fosse stato indicato già a giugno si sarebbe potuto organizzare un unico trasloco, eventualmente beneficiando di qualche settimana di proroga concessa dal sindaco di Bari. La decisione di non usare procedure speciali ha danneggiato la giustizia penale barese: abbiamo perso inutilmente mesi durante i quali l’emergenza non è cessata, anzi, è aumentata, visto il caos di questi giorni e la scadenza del decreto sulla sospensione dei processi sempre più vicina. In tutto questo - conclude Stefanì - la nostra più grande preoccupazione è per gli avvocati baresi che hanno il diritto di riprendere a lavorare quanto prima; come riuscirci sarà il tema che porrò domani nella Conferenza permanente».

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