Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

'Fermiamo l'Italia', terzo giorno di protesta: ancora presidi sulla tangenziale e sull'ex statale 98

Ancora presidiato il tratto Carrassi-Poggiofranco della statale 16. In provincia manifestanti e mezzi bloccano in parte la strada 231 tra Andria e Corato. Ieri momenti di tensione a Molfetta, dove negozi e aziende sono stati costretti con la forza alla chiusura

Lo sciopero dei "Forconi" non si ferma. Anche oggi i manifestanti aderenti alla mobilitazione "Fermiamo l'Italia" - che in realtà vede la partecipazione di diversi movimenti cittadini e diverse categorie professionali (come autotrasportatori, commercianti, artigiani, piccoli imprenditori) - sono in presidio sulla tangenziale di Bari e, in provincia, sulla ex statale 98.

In particolare, sulla statale 16 resta il presidio nel tratto compreso tra Carrassi e Poggiofranco, in direzione sud. La situazione è in continua evoluzione: i manifestanti lasciano passare auto private, bus e mezzi di soccorso, fermando solo i camion e chiedendo loro di aderire alla protesta. Gli autotrasportatori che decidono di partecipare parcheggiano i mezzi sulla corsia più a destra, trattenendosi per un certo periodo di tempo. Situazione simile sulla provinciale 231 (ex statale 98), nel tratto compreso tra Corato e Andria.

L'APPELLO DEI SINDACI: "STOP AGLI ASSEDI"CONTROMANIFESTAZIONE: "NO AL FASCISMO DEI FORCONI"

LA PROTESTA GIORNO PER GIORNO: 9 DICEMBRE - 10 DICEMBRE

"Proseguiremo a oltranza", hanno annunciato ieri i manifestanti, che protestano contro la crisi e contro le tasse, chiedendo le dimissioni di un governo "illegittimo" in ragione della sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il Porcellum, e chiedendo a tutti i cittadini - in particolare precari, disoccupati, imprenditori e commercianti in crisi - di unirsi alla mobilitazione. A livello nazionale, intanto, il movimento ha annunciato ieri "iniziative eclatanti" nel caso in cui oggi il governo Letta dovesse ottenere la fiducia.

Sempre ieri però la protesta ha fatto registrare momenti di tensione, soprattutto nella Bat e a Molfetta, dove un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione nei centri commerciali e in alcune aziende della zona industriale, costringendoli alla chiusura.

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