Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Scuola verso lo sciopero generale: il 5 maggio manifestazione anche a Bari

Un corteo si snoderà per le strade del murattiano, con comizio finale in piazza Prefettura: nel capoluogo convergeranno i lavoratori provenienti da tutta la Puglia ma anche da Basilicata e Calabria

La scuola pubblica verso la mobilitazione contro il progetto di riforma voluto dal governo Renzi. Martedì 5 maggio dirigenti scolastici, docenti e personale ATA si fermeranno per dire no al ddl 'La Buona Scuola', aderendo allo sciopero generale proclamato da Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals e Gilda. Si fermeranno anche i lavoratori iscritti a Ugl, Cub e Cobas. Scenderanno in piazza anche gli studenti.

LA PROTESTA A BARI - Una manifestazione è prevista anche a Bari (in contemporanea con Aosta, Cagliari, Catania, Milano, Palermo, Roma) dove convergeranno lavoratori provenienti da tutta la Puglia ma anche da Basilicata e Calabria. La manifestazione prevede lo svolgimento di un corteo che partirà alle ore 09.30, snodandosi da Piazza Castello attraverso Via S.Francesco d’Assisi, Via Latilla, Via Quintino Sella, Via A. Gimma, Corso Cavour, Corso Vittorio Emanuele e P.zza Prefettura, dove si svolgerà il comizio conclusivo. Interverrà Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

LE RAGIONI DELLA MOBILITAZIONE - I sindacati contestano l'impianto di riforma della scuola contenuto nel ddl messo a punto dal governo Renzi. I punti più caldi riguardano la stabilizzazione dei precari e i "super poteri" che la riforma attribuirebbe alla figura dei presidi. Proprio a tal proposito i dirigenti scolastici pugliesi aderenti alle sigle sindacali che partecipano allo sciopero, hanno lanciato ubn appello per invitare tutti i loro 'colleghi' a prendere parte alla protesta. "C’è - si legge nell'appello -  una forte deriva populista nel nuovo modello di governo della scuola: il potente di turno sceglierà i “presidi” e li immolerà come capri espiatori quando i problemi strutturali del sistema scolastico  impediranno alle scuole di funzionare come sarebbe necessario o magari li rimuoverà se assumeranno posizioni non gradite.  La qualità della scuola pubblica si può migliorare solo attraverso  partecipazione, cooperazione, responsabilità e  consenso di tutte le componenti della comunità scolastica".

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