Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Scontro treni, il pm: "Riduttivo parlare solo di errore umano". Mattarella incontra i parenti

Il pm Giannella: non ci fermeremo alle prime responsabilità. Il presidente della Repubblica a Bari per portare il proprio cordoglio ai parenti delle vittime e far visita ad alcuni feriti

Dopo il doloroso rito del riconoscimento, che ha portato all'identificazione di tutte le 23 vittime del disastro ferroviario avvenuto tra Corato e Andria, è il giorno della rabbia, dei perchè, delle richieste di chiarezza. I parenti chiedono giustizia e verità sulla terribile tragedia che ha portato via i loro cari, gli investigatori indagano, acquisiscono documenti, cercano di ricostruire l'accaduto.

IL PRESIDENTE MATTARELLA A BARI - Nel pomeriggio, i parenti delle vittime hanno incontrato il presidente della Repubblica, giunto a Bari per esprimere il cordoglio e la vicinanza dello Stato ai familiari. Mattarella, nell'istituto di Medicina legale del Policlinico, si è soffermato a lungo davanti ad un pannello con le fotografie delle vittime, poi ha voluto incontrare personalmente i familiari.  "Vi prometto che sarà fatta giustizia e che andremo fino in fondo", ha detto il Capo dello Stato. Mentre all'interno era in corso l'incontro con Mattarella, la figlia di una delle vittime ha accusato un malore all'esterno dell'istituto di Medicina legale, ed è stata soccorsa dal 118.

DECARO: "GIORNATA DIFFICILE PER TUTTI" - Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha accompagnato il Capo dello Stato durante la visita nei reparti del Policlinico di Bari: "E' stata una giornata dififcile, soprattutto per i parenti. Abbiamo ringraziato il presidente della Repubblica per essere venuto qui e aver abbracciato assieme a noi i parenti delle vittime" ha dichiarato. Il direttore generale del Policlinico, Vitangelo Dattoli: "Il presidente ha incontrato tutti e 3 i feriti. E' stata una visita molto sentita perché i pazienti erano lucidi, coscienti e hanno scambiate qualche parola col Capo dello Stato".

IL PROCURATORE DI TRANI GIANNELLA: RIDUTTIVO PARLARE DI ERRORE UMANO - Parlare di un errore umano alla base della strage sulla linea Corato-Andria è "corretto ma assolutamente riduttivo". Ha affermato dal procuratore di Trani, Francesco Giannella, facendo il punto sulle indagini sul disastro ferroviario. Giannella ha detto che la dinamica dell'incidente è ormai piuttosto chiara, ma gli inquirenti necessitano di certezze. "La richiesta di giustizia dei familiari delle vittime è legittima", ha sottolineato il procuratore, assicurando che i magistrato faranno in modo di individuare tutti coloro che hanno avuto un ruolo nella vicenda. 

I NOMI, I VOLTI, LE STORIE: CHI SONO LE 23 VITTIME

I PRIMI INDAGATI - Intanto la Procura di Trani ha iscritto nel registro degli indagati i primi nomi, che sarebbero quelli dei due capistazione di Andria e Corato, Vito Piccarretta e Alessio Porcelli, (la Procura non ha ancora confermato ufficialmente). L’indagine per disastro ferroviario e omicidio colposo, coordinata dal procuratore facente funzione Francesco Giannella, è affidata ad un pool di cinque magistrati. Ma l'iscrizione nel registro degli indagati dei tre ferrovieri, un atto scontato, rappresenta solo il punto di inizio di un'indagine che si muoverà su diversi piani. Tre i diversi filoni investigativi che saranno sviluppati, relativi rispettivamente alla dinamica dell’incidente, alla sicurezza dei controlli degli enti preposti, e all'appalto per il raddoppio della linea, la sua messa in sicurezza e l’utilizzo dei fondi europei.

IL DOLORE DEL CAPOSTAZIONE: "HO DATO IL VIA LIBERA, MA SONO ANCHE IO UNA VITTIMA"

"QUEL TRENO NON DOVEVA PARTIRE" - Un punto fermo, per ora, riguarda quanto accaduto nella stazione di Andria. "Il treno che è partito per secondo - dice il procuratore Giannella - non doveva partire". "L'unica stazione di incrocio è quella di Andria - ha affernato ieri il direttore generale di Ferrotranviaria, Massimo Nitti - Quel treno che scendeva da Andria, lì non ci doveva essere". A provocare lo scontro sarebbe stato dunque un errore umano, ma sarà necessario capire da cosa sia stato determinato. Il convoglio si è mosso con l'ok del capostazione e con il semaforo verde di via libera. Si è trattato dunque solo di un errore umano, o c'è stato anche un guasto tecnico che ha azionato il semaforo? E' stato inoltre accertato che erano due i treni provenienti da Corato, uno dei quali viaggiava in ritardo: una circostanza che potrebbe aver indotto il capostazione di Andria a dare l'ok alla partenza. "Dobbiamo scandagliare ogni possibilità - ha affermato Giannella - anche per non fare l'errore di fermarci a quello che è accaduto ieri".

CANTONE SULLA TRAGEDIA: "LEGAME CON LA CORRUZIONE"

"PASSEGGERI COSTRETTI A CAMBIARE TRENO" - Spostati dal convoglio in partenza sul primo binario, a bordo di quello fermo sul binario 2, che sarebbe quindi partito in ritardo, per poi schiantarsi contro l'altro treno. Un particolare, relativo a quanto avvenuto ai passeggeri nella stazione di Andria pochi minuti prima del disastro, che potrebbe dare un contributo importante alle indagini. A riferire la circostanza sono la moglie e la figlia di Enrico Castellano, una delle 23 vittime dell'incidente, riportando la voce di alcuni sopravvissuti. Il dettaglio sarebbe stato confermato anche da altri parenti delle vittime, che avrebbero raccolto la testimonianza di alcuni superstiti, ma che al momento hanno scelto l'anonimato. La circostanza del cambio treno, tuttavia, non risulta Procura di Trani. Gli investigatori faranno verifiche sulle dichiarazioni dei parenti. Secondo i familiari, il particolare del cambio treno potrebbe essere stato la causa dell'incidente, poiché la comunicazione tra i capistazione per il via libera potrebbe essersi basata sull'orario di partenza del primo treno, mai partito, e non sul secondo, partito in ritardo. Ma la circostanza, al momento, non risulta verificata.

Lo scenario della tragedia: impatto devastante, treni distrutti

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