Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Alzheimer, scoperta una proteina per la diagnosi precoce. Nello studio anche ricercatori baresi

Presentati oggi i risultati di una ricerca realizzata in collaborazione tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e la spin-off dell'Università di Bari 'Biofordrug'

Una proteina-spia in grado di segnalare la predisposizione all'Alzheimer, grazie alla quale poter effettuare una diagnosi precoce della malattia nei pazienti a rischio. E' il risultato di un importante studio, presentato oggi a Bari, che 'parla' anche un po' barese, perchè nato dalla collaborazione tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e la spin-off dell'Università di Bari 'Biofordrug'.

I RISULTATI DELLO STUDIO - La ricerca, intitolata 'Studio cristallografico di radiotraccianti Pet in valutazione clinica per la diagnosi precoce dell'Alzheimer', promette di "rallentare e ritardare gli effetti della malattia", grazie al 'monitoraggio' dell'attività di una proteina, la Glicoproteina-P, responsabile dell'efflusso dal nostro cervello delle placche di beta-amiloide, causa della neurodegenerazione dei pazienti affetti dalla patologia.

IL METODO DI DIAGNOSI - Il prossimo 21 giugno al Policlinico di Bari, sarà presentato il 'kit diagnostico' che prevede pochi passaggi per la diagnosi precoce. Al soggetto viene prelevato del sangue e se al suo interno si rintracciano valori elevati di rame, si procede con una Pet per monitorare l'attività della Glicoproteina-P. Se questa sta degenerando, è in corso un processo di Alzheimer ed è quindi possibile intervenire con induttori che stimolano l'attività della Glicoproteina-P.

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