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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

"Resistenti e longeve": alla scoperta delle cinque nuove particelle 'pugliesi'

Presentati i risultati della straordinaria ricerca condotta dal professor Antimo Palano e dal ricercatore Marco Pappagallo, in collaborazione con Uniba e Infn: "Impatto futuro? Al momento non prevedibile"

Particelle, resistenti e misteriosamente longeve, pezzi fondanti della forza nucleare capace di bruciare anche le stelle o semplicemente di darci l'energia per le nostre attività umane: cinque piccoli mattoni della natura individuati in un unico 'colpo' grazie alla straordinaria scoperta di due fisici pugliesi, Marco Pappagallo e Antimo Palano, l'uno molfettese, l'altro brindisino, rispettivamente ricercatore di primo livello e professore ordinario all'Università di Bari, entrambi con un ricco curriculum internazionale. I due scienziati hanno presentato questa mattina, nella sede della Presidenza della Regione Puglia, i risultati di un lavoro teorizzato da tempo e realizzato in diversi anni di studi, da pubblicare prossimamente sulla prestigiosa rivista 'Physical Review Letters'.  Analizzando, infatti, i dati elaborati tra il 2011 e il 2015 con uno dei quattro esperimenti (Lhcb) in corso grazie all'acceleratore Lhc del Cern di Ginevra, in Svizzera, è stato possibile individuare le particelle della categoria Omega_c, facenti parte dei barioni, ovvero i mattoni elementari di ogni atomo. Ogni barione è composto a sua volta da tre quark, legati tra loro dalla potentissima forza nucleare. Ogni combinazione di quark genera particelle 'eccitate' e altamente instabili. Raffrontando le 'scie' lasciate da questi 'mattoncini', gli scienziati baresi hanno individuato picchi inaspettati, dovuti proprio alla presenza delle cinque particelle mai individuate prima: "Non ne erano mai state individuate - spiega Marco Pappagallo - cinque in un unico esperimento. Misurando quanto vivono abbiamo notato picchi molto stretti, sintomo di stabilità, al contrario di quanto normalmente si ritenesse. Ciò implicherà studi teorici approfonditi".

Quali sono i campi di applicazione della scoperta? Al momento non vi sono certezze ma ciò potrebbe portare importanti risultati nella medicina, nell'informatica e nella produzione di materiali: "L'impatto di una novità nella scienza - spiega Antimo Palano - può arrivare anche a 50, 100 anni. In passato, ad esempio, abbiamo compreso la forza di gravità, utilizzandola poi per mandare nello spazio i satelliti. Con questa ricerca invece stiamo cercando di capire la forza nucleare nei dettagli". A introdurre il lavoro degli scienziati è stata l'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Loredana Capone: "Questa scoperta è frutto di merito e di talento. Attraverso il bando regionale FutureinResearch siamo riusciti a far tornare, ad esempio, Pappagallo, dall'ateneo di Glasgow, in Scozia. La Regione ha finanziato con 150mila euro per 3 anni un progetto di ricerca consentendo a interi dipartimenti delle nostre università di specializzarsi in quel determinato campo. E' un fatto straordinario che sia accaduto qui. Siamo felici che sia la Puglia a poter ospitare questa importante scoperta, avendo dato la possibilità a tanti ricercatori di ritornare nella loro terra".

L'università di Bari si dimostra, dunque, all'avanguardia nel campo della ricerca scientifica, grazie all'ottima collaborazione tra il Dipartimento di Fisica, presieduto dal professor Salvatore Vitale Nuzzo, e la sezione barese dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, diretta dal professor Mauro De Paola. "Sia l'università che l'Infn - rimarca Pappagallo - supportano bene la ricerca. Uniba ci fornisce manpower, strutture, computer e uffici mentre l'Infn ha a disposizione un importante elaboratore di calcolo (il Recas, ndr) e ci dà un importante appoggio sulla diffusione internazionale dei risultati e l'organizzazione di viaggi di studio e collaborazioni.Sono due facce della stessa medaglia senza le quali tutto ciò non sarebbe possibile". Una famiglia allargata che ha sempre più bisogno di giovani studenti e scienziati, per mantenere alta la tradizione italiana in un campo difficile come la fisica: "Per intraprendere questo mestiere - spiega Pappagallo - bisogna essere molto determinati. Uno sforzo, invece, da parte dell'Università e dell'Infn, è quello di coinvolgere i ragazzi. Mostrando loro questi risultati possiamo arruolare o indirizzare le persone che già hanno questa predisposizione in questa direzione".

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