Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Scuola, cresce la mobilitazione degli studenti: occupati altri tre istituti

Prosegue la protesta nelle scuole baresi: nella notte occupati anche l'ITC Marco Polo, l'ITC Lenoci e il Liceo Scientifico Salvemini

occupazione

L'ondata di mobilitazione nelle scuole baresi non si arresta e si estende a macchia d'olio. Alle prime occupazioni di martedì scorso questa notte ne sono seguite altre, all'ITC Marco Polo, all'ITC Lenoci di Bari e al Liceo Scientifico Salvemini. Sale così a sette il numero di istituti baresi occupati dagli studenti. La protesta dunque non si ferma, anzi si fa più forte, con i ragazzi che annunciano di volersi "riprendere i propri spazi" e i propri diritti e salvaguardare una scuola pubblica sempre più bistrattata e difendere il diritto allo studio.

LE RAGIONI DELLA PROTESTA - "Non stiamo occupando la scuola per distruggerla o per saltare le lezioni, - spigano i ragazzi dell'Unione studenti - con questo gesto vogliamo esprimere invece tutto il nostro disagio rispetto ai provvedimenti che ci tolgono i diritti ed il futuro". "Giorno dopo giorno, in Italia gli istituti continuano a cadere a pezzi, si ergono sempre più barriere fra gli studenti e il libero accesso al mondo dell’istruzione. Parlare di diritto allo studio sembra quasi un’utopia, quando si vedono i prezzi dei libri e dei trasporti crescere vertiginosamente, quando le città sono prive di spazi per gli studenti". "Noi pensiamo invece che sia possibile e necessario rivendicare una scuola davvero accessibile a tutti, aperta alle esigenze di ogni studente".

"GENERAZIONE SENZA FUTURO" - "Abbiamo visto scendere nelle piazze la generazione senza futuro, la generazione su cui vogliono scaricare i costi della crisi, i giovani precari, gli universitari costretti ad indebitarsi per poter studiare, cittadini e cittadine che hanno visto negli studenti in mobilitazione una speranza per cambiare il paese." dicono gli studenti dell'Uds. "Il rinvio dell'Aprea è uno specchietto per le allodole, noi lottiamo per una scuola migliore, per una didattica che ci veda come parte fondante del sistema formativo e non come vasi vuoti da riempire di nozioni. Diciamo no all'Aprea e sì alla partecipazione, alla democrazia, sì alla creatività e al protagonismo studentesco. Abbiamo fame di cambiamento".

 




 

 


 

 

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