Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Seminario: "Dalla violenza al femminicidio... la vita è una sola non buttiamola via... denunciamo"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

"Informare e dibattere è la pre condizione per produrre la consapevolezza e il cambiamento che vogliamo e a concorrervi devono essere istituzioni e cittadini " è stata la premessa dell'importante e affollato incontro su violenza e femminicidio, svoltosi a Bari grazie all'impegno del coordinamento donne FNP CISL Territoriale, all'ANTEAS e Anolf. Una moderazione brillante e attenta quella della giornalista Patrizia Camassa che ha saputo offrire numerosi spunti di discussione ai relatori intervenuti : l'Ass. al Welfare del comune di bBari ludovico Abbaticchio, l'avvocato e scrittore Nichy Persico, la rappresentante della Questura di Bari Romana Bellantuono, la Psicologa Miriam La Notte impegnata con Osservatorio Antiviolenza "Giulia Rossella" di Barletta, Valeria De Bortoli Pres. Coord. Naz Donne CISL FNP, Grazia Palumbo , Resp. Coord. Donne FNP di Bari.

Parlarne vuol dire obbligare anche la politica a tornare ad ocuuparsene, ma serve soprattutto a non far sentire sole le donne e a sostenerle. Sono violenze, è stato detto di cui ci si deve vergognare. E invece si rimane immobili. Si legge il giornale pieno di notizie di morti evitabili. Violenze impunite e talvolta mai denunciate. Aggressioni queste e non solo, ha detto l'Assessore Abbaticchio, per le quali e' stato creato a Bari un "binario rosa", una specie di task force di accoglienza per le donne violentate. Violenze che dovrebbero togliere il sonno e, invece, vengono ignorate da chi governa e ha precise responsabilità: difendere il Paese e chi contribuisce a dargli colore e anima. Questi sono gli argomenti che fanno la differenza e che necessitano di immediatezza nella loro prevenzione e risoluzione, dopo anni di folle superficialità.La violenza sulle donne colpisce e impressiona i cittadini quando la stessa arriva ad uccidere le giovani donne, perchè i giornali e le TV ne danno risalto, ma il tempo della cronaca ha detto la De Bartolo , dura poco e poi tutto purtroppo rschia di rientrare nella normalità e sfugge la dimensione globale del problema e soprattutto le cause che lo determinano.

Grande attenzione ed emozione quando Lucia, giovane vittima di violenze ripetute e subite per 18 lunghi anni, ha raccontato la sua storia.Voce composta, ma ferma di una donna che stanca delle aggressioni fisiche ricevute ha deciso di chiedere aiuto e dununciare, quell'uomo cresciuto evidentemente senza nutrimento dell'anima. Una storia la sua finita per sfinimento e amore dei suoi due figli. Ma lui le ha giurato che prima o poi l'ammazza. Tra le cause che fanno perdere troppo spesso la testa al partner - carnefice, ha spiegato la psicologa La Notte, e il senso di abbandono, da parte della sua vittima, e il fatto che non tollera che sia la donna a decidere di troncare una relazione e allora ecco che scattano quegli atteggiamenti cattivi e irrazionali nei confronti di chi ha chiuso una storia . Pedinamenti, appostamenti sotto casa, sms intimidatori, irruzioni nel posto di lavoro, aggressioni verbali e fisiche per strada, tanti e tali da rendere le vittime fragili e insicure . Oramai è un vero e proprio bollettino di guerra. Nel 2012 sono state uccise 124 donne, nella maggioranza dei casi da ex fidanzati o mariti , la sola Questura di Bari raccoglie in media due denunce a settimana, tra luglio 2011 e giugno 2012 sono state 257 le denunce presentate per stalking . Un altro dato allarmante riguarda le realtà in cui questi delitti vengono consumati e che sono spesso gli ambienti domestici e familiari, quegli stessi ambiti in cui ci si dovrebbe sentire al sicuro, protetti. E' giunto dunque il momento di guardare a queste situazioni come nostre e di smetterla di esprimerci con le solite parole che definiscono questi atti di violenza " delitti passionali", quasi a sottointendere una giustificazione.

Non ci dobbiamo abituare alla violenza e agli omicidi nei confronti delle donne, come fossero incidenti stradali, occorre parlarne, tanto, di più, in modo da stimolare la sensibilità dell'opinione pubblica e la consapevolezza delle donne che tendono a minimizzare e perdonare i primi segni di violenza perché hanno paura o credono di poter gestire la situazione.Occorrono azioni di prevenzione e di sostegno psicologico, economico e sanitario, interventi delle istituzioni e della scuola con l'insegnamento al rispetto di tutte le persone e con l'educazione alla sessualita oltre che alle parità tra i generi. E poi nelle sue conclusioni la Coordinatrice nazionale Donne CISL FNP, ha invitato tutti a tenere alta l'attenzione , tutelare e assistere le vittime di violenza e creare azioni positive per la prevenzione della violenza sulle donne.

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