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Sentenza ex Fibronit, residenti soddisfatti. Carnimeo: "Ha vinto il buon senso"

Il vicepresidente della circoscrizione Japigia-Torre a Mare sulla sentenza del Consiglio di Stato che ha sancito l'impossibilità di tornare a costruire nell'area dell'ex Fibronit: "Sconfitti i poteri forti"

Tirano un sospiro di sollievo i residenti di Japigia dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso di Regione e Comune, sancendo l'impossibilità di costruire nuove abitazioni sui suoli dell'ex Fibronit. Una decisione a lungo attesa e auspicata, che spiana definitivamente la strada alla bonifica dell'area e alla realizzazione del parco.

Soddisfazione per la conclusione della vicenda giudiziaria è stata espressa dal vicepresidente della V Circoscrizione Japigia-Torre a Mare, Nico Carnimeo.  "L’aspettavamo da mesi! - scrive in una nota Carnimeo - Eravamo sereni e fiduciosi; non riuscivamo ad ipotizzare un esito diverso. Di nascosto però incrociavamo le dita; volevamo esorcizzare la comprensibile preoccupazione. La confortante sentenza del Consiglio di Stato, che accoglie gli appelli proposti dalla Regione Puglia e dal Comune di Bari, pone definitivamente la parola FINE alle rivendicazioni dei soggetti interessati ad effettuare interventi edilizi sul sito di via Caldarola al quartiere Japigia di Bari".

"Un linguaggio - continua Carnimeo - decisamente familiare quello adoperato nella sentenza: “ È del tutto pacifico che la bonifica del suolo Fibronit sia necessaria, stante la natura di sito di interesse nazionale”; coincide con quello da anni utilizzato da amministratori, comitati, associazioni e cittadini residenti. Ben venga dunque una sentenza che sancisce il buon senso: “impedire utilizzazioni incompatibili con lo stato di inquinamento del sito non appare scelta irragionevole”. Anzi! Oggi, noi residenti di Japigia, con l’affaccio “privilegiato” sull’ex fibronit, possiamo considerare - quello posto in essere dall’ Immobiliare Spezzati s.r.l. – come l’ ennesimo ed estremo tentativo di contrastare la più popolare delle delibere approvate dall’Amministrazione Emiliano: destinare a verde pubblico l’area e sancirne l’inedificabilità . Abbiamo assistito ad un ultimo colpo di coda che, insieme all’amianto, speriamo di vedere quanto prima seppellito con la messa in sicurezza permanente del sito".

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