Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca San Pasquale / Via Re David Giuseppe

Senza fissa dimora, Macina: "Apriamo le strutture abbandonate"

Il presidente di In.Con.Tra interviene sulla questione del dormitorio di via Re David: "E' ora che gli enti locali ragionino su come rivalutare le strutture abbandonate della città"

“Ci sono tantissime strutture abbandonate o in disuso, perché non destinarle ad accogliere i senza fissa dimora?”. Gianni Macina, presidente dell’associazione In.Con.Tra, interviene sulla questione del dormitorio di via Re David, aperto prima di Natale dalla Provincia di Bari per offrire un soggiorno agli homeless, poi chiuso e infine riattivato per un altro mese a seguito di un vertice in Prefettura.

Alcuni degli ospiti non hanno voluto mai abbandonare la struttura. Ma il tema del dove accogliere quanti rimangono fuori dai servizi offerti dal Comune e dalla Caritas, sta animando da alcuni giorni un dibattito in città. Gianni Macina, da sempre in prima fila sul versante del volontariato cittadino, ha una idea: “Abbiamo tante strutture vuote, penso alla caserma Bonomo, all’istituto nautico o allo studentato nei pressi di largo Fraccacreta. Perché non le usiamo? Perché non creiamo dei poli dell’accoglienza in modo da evitare la frammentazione dei centri?”. Il presidente di In.Con.Tra invita gli enti locali a ragionare su queste ipotesi di investimento, perché “non si può far finta di niente e il numero dei senza fissa dimora potrebbe aumentare nei prossimi mesi”.

La situazione nel dormitorio di via Re David è abbastanza sotto controllo, anche se non mancano momenti di tensione tra gli ospiti. Qualche privato cittadino continua ad arrivare per offrire  pasti caldi e indumenti. La polizia provinciale presidia la struttura. “Ma invitiamo la Provincia a farsi carico anche di questo individuando soggetti capaci di gestire la struttura sotto più profili”, commenta Macina. Che poi  non manca di stoccare una frecciata contro le critiche giunte nei giorni scorsi nei confronti dell’associazione. “Siamo stati attaccati in modo ingiusto – commenta Macina -. Hanno pensato fossimo una cooperativa, che volessimo fare profitto a tutti i costi, mentre siamo un’associazione di volontariato che opera con puro spirito di carità”. “Per questo – continua -  abbiamo deciso di lasciare la struttura, ma non vogliamo che le persone siano abbandonate al loro destino”. Due giorni fa, intanto, la Provincia ha staccato un assegno di 25mila euro al Comune per il trasferimento degli homeless in altre strutture. L’assessore Ludovico Abbaticchio ha fatto sapere che sono insufficienti ed intanto ha allertato la Croce Rossa per comprendere se fosse possibile allestire un container per almeno un gruppo di ospiti. Presto ne sapremo di più.

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